m e t a s t a s i

Siamo in tante. Affrontiamo la battaglia per la prima volta, sperimentiamo chemioterapia, radioterapia, biopsia e tutti i disagi, le paure, i dolori collegati alla malattia, ai farmaci ed ai loro effetti collaterali. Poi ne usciamo, pare. Ed impariamo a gustare ogni briciola della torta chiamata vita. Ci sentiamo di nuovo belle, di una bellezza arricchita dalle cicatrici della battaglia affrontata. Ci sentiamo forti, sicure della lezione imparata. Ci sentiamo, pare assurdo, quasi immortali…consapevoli della fragilita’ della nostra esistenza ma sicure che stiamo per riprendere un “nuovo inizio”. E ci illudiamo che, d’ora in avanti, la vita sara’ solo che meravigliosa.

Non so se questo valga per tutte, per molte o solo per poche. Ma per me e’ stato proprio cosi. Dopo aver superato quasi quattro anni dalla prima diagnosi, mi sentivo sicura di aver gia’ “dato il mio contributo alla scienza”, mi pareva che fosse giunto il momento di riscuotere cio’ che il cancro mi aveva tolto. Anzi, avevo scritto addirittura dei “doni del mio cancro”, leggendo nelle vicissitudini collegate alla malattia una sorta di provvidenza – di sicuro un setaccio nelle mie relazioni.

Ma la vita non e’ giusta. E la recidiva ce lo ricorda per la seconda volta. Ed e’ terribile. Vengono meno tutte le certe illusioni in cui ci siamo cullate. Adesso la nostra diagnosi non e’ piu’ limitata al primo, al secondo o al terzo stadio. Ora c’e’ la terribile parola METASTASI che inizia con la stessa lettera di una parola che non vogliamo sentire, con la quale non vogliamo fare i conti. Ci terrorizza la misura dei “5 anni” perche’ sappiamo che la soglia della sopravvivenza e’ per molte un miraggio. Cosa facciamo con questo conto alla rovescia innescato nel nostro corpo? Come facciamo a godere di questi scampoli di vita quando le cure a cui ora siamo sottoposte ci rendono fragili e oltremodo vulnerabili? Quando anche una passeggiata non e’ piu’ un piacere?

13 ottobre. Veramente troppo poco per dare una speranza a tutte le donne coraggiose che conosco.

8 pensieri riguardo “m e t a s t a s i

  1. Ma ieri sera l’articolo non era così 😦 Boh
    Cmq cara io ti abbraccio sempre TVB ❤

  2. Ciao, ho da farti una domanda un po’ personale (a te ovviamente decidere se rispondermi e se rispondermi in privato): il tumore primario di che tipo era? Te lo chiedo perché ho letto che il secondo è arrivato dopo quasi 5 anni. So che è stupido e anche indelicato, ma attraverso quello che succede alle altre mi sembra di capire meglio quel che succede e può succedere a me (e anche perché i medici passano senza troppi problemi dalla catastrofe al futuro radioso, creandomi non poca confusione).
    Spero di non esserti sembrata troppo invadente, un abbraccio
    🙂

  3. Era un carcinoma mammario con queste caratteristiche:
    pT1c G2 N1mic M0 ER+ PgR+ Hertest – BRCA@ mutata
    Rispondo pure pubblicamente, non ho la coscienza sporca! Un abbraccio forte ma ricorda che ogni caso e’ una storia unica

  4. Grazie per la risposta 🙂
    So che ogni storia è a sé, ma a volte confrontarsi fa capire meglio di mille consulti, o almeno ci fa rendere conto di cosa potrebbe accadere.
    Un abbraccio a te e un in bocca al lupo per le tue battaglie 🙂

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