one of the best moments

…la scorsa serata, uno tra i momenti piu’ belli ed emozionanti della mia vita…

Il maestro Joe Alegado mi ha dedicato il suo assolo. Fuori programma, alla fine della serata – il tema era La Bellezza-, si e’ presentato sullo stage e “chapter one” ha raccontato il suo sogno di bambino, quello di diventare un giocatore di pallone, sogno che si e’ progressivamente frantumato a causa di diversi infortuni. “Chapter two”: il suo incontro con la danza, a vent’anni e “per caso”. “I’m 63 and I keep dancing”. Ed ha ballato…

Quando l’ho ringraziato, commossa per questo grande onore che mi ha donato, mi ha confessato che non aveva mai fatto una cosa del genere prima, in vita sua, e di aver sentito “se Noemi danza, lo posso fare anch’io”. E dal suo corpo di danzatore guerriero sciamano e’ scaturita una bellezza trascendentale…un dono per il mio cancro…

Le parole in questo momento non mi aiutano a descrivere la mia gioia, una felicita’ traboccante che mi fa sentire uno degli esseri piu’ fortunati della terra..

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Coincidenze

…l’incontro con altri young cancer survivors mi ha dato l’idea di girare degli spot…  ne parlo con la mia oncologa, sempre attenta alla mia “persona” e non solo al mio corpo, che mi informa di un concorso “Cinema & Oncologia”… subito mi metto in contatto con i miei compagni di cordata ed un video maker, Luca Rigon, appena conosciuto… tutti sono d’accordo… si stendono le idee… le mie insegnanti di danza ed i miei compagni accettano senza problemi di offrirmi il loro tempo e le location… e poi, spudoratamente, contatto Patrizia Laquidara che, grazie al fonico Federico Pelle che mette a disposizione lo studio e gli strumenti, registra l’audio…

Finora non ci sono stati intoppi, anzi, si sono susseguite delle coincidenze che quasi quasi mi illudono di non credere al caso. Di sicuro credo nella gratuita’ e, per l’Oscar…vedremo!!!

GRATUITA’

Sara’ che sono cresciuta col volontariato e che mi reputo fortunata a possedere dei talenti (“chi non sa…insegna”) da condividere, ma questa volta avrei dovuto confidare maggiormente nel mio istinto che odorava il bruciato.

Chi in qualche modo ha avuto la fortuna di superare il cancro e di essere “cancer free”, di solito diffonde ai quattro venti la propria “ricetta miracolosa” per aiutare gli altri. E ho incontrato chi mi ha parlato del veleno di scorpione, chi della meditazione e della dieta macrobiotica, chi della bicicletta… ed e’ bella questa gratuita’. Io potrei raccontare della mia esperienza con la danza come attitudine  e come infusione di fiducia e gioia…anche se “cancer free” non lo sono proprio…

Allora mi spiace per quella persona che, guarita, vuole proporsi come insegnante di un corso di **** a pagamento aperto a malati di cancro. Mi pare quasi stia vendendo una speranza, mi pare una coppia di sposi che fa pagare il pranzo di nozze…

 

Cortometraggio

Ecco la nuova impresa…riuscire a condensare in cinque minuti, in maniera chiara ed efficace, la mia esperienza di donna che vive la danza come un atteggiamento per affrontare la malattia. Quando creiamo il “plot”, generalmente seguiamo delle regole codificate…l’intreccio che si sviluppa, che si infittisce, si scioglie… Ma la vita non e’ cosi. A volte sembra che ad ogni passo in avanti ne corrispondano due in direzione contraria o anarchica. Si, la danza della vita non e’ classica ma e’ mooolto contemporanea. Allora mi chiedo quale messaggio trasmettere, se non l’attitude con cui sto imparando – e mi auguro di continuare – a vivere. E mi chiedo, onestamente e brutalmente, se dalla mia danza esca veramente la gioia oppure traspiri il timore…

Progressi

Sono felice ed orgogliosa dei progressi che sto facendo: la mia maestra di danza mi ha confidato che si vede che non ballo col pensiero dei miei limiti, ossia “se stessi bene, potrei fare…”, bensi danzo nella consapevolezza del qui ed ora, gustando quello che sono e riesco a fare. Insomma: il lupo lo faccio ballare!!! E, nel mio cuore, questa e’ la vittoria quotidiana.

La nostra vita e la danza

Ed ecco i miei compagni di danza, un gruppo di dodici persone fantastiche che si mette in gioco… Ognuno di noi ha una storia importante, con gioie e dolori condivisi o celati. Ma tutti noi abbiamo un’insegnante fantastica, Michela, che ci fa danzare come siamo. Preparando la coreografia del saggio, che interpreta il primo giorno di scuola di Raily, la protagonista di “Inside Out”, Michela ci ha confidato che la cosa bella della danza contemporanea e’ il fatto di poter danzare col nostro stato d’animo…e di poterlo mostrare.

Angela, mia cara amica che mi segue con pazienza in questo percorso, mi ha scritto ” e forse e’ per questo che le sue coreografie sono cosi emozionanti”.