Tra ricette e freccette

… e la sala infusioni del Quinto Piano ogni tanto riserva delle splendide sorprese. Sono testimonianze di eroi normalmente straordinari che affrontano la malattia con un sorriso determinato… o anche un brontolio bonario.

Cosi ieri mattina la stanza e’ stata invasa dalla partita maschi-femmine “oh, ma varda che onco non semo in minoransa”, “se te ve via ti resto con tute done…” e intervallata dalle chiacchiere di una signora iperattiva – a cui ho invidiato il fisico da modella – che sciorinava ricette, condite con soffritti aglio cipolla scalogno, e brontolii a causa del ritardo della somministrazione del farmaco. Se n’e’ andata festeggiando la sua ultima infusione, compiacendosi di essere stata li per addirittura sei mesi… mi sembrava un affronto troppo grande dirle che io sono una cliente fissa dal gennaio 2012…

Poi, una parola gentile da M., una delle infermiere che ci conoscono meglio dei medici, rivolta al mio vicino di poltrona, mi ha permesso di conoscere un campione di freccette. L. e’ un padre di famiglia, ha una moglie innamorata e campionessa di freccette per amore (del marito). Si discute del lavoro, dei diritti che ci garantisce la L. 104, del nostro percorso di cura. Ma la mia curiosita’ lo riempie di domande verso il tiro di freccette, scoprendone le regole e svelando un pochino questo mondo a me sconosciuto.  Accidenti: che talenti cela il Quinto Piano!

Se solo “ci” conoscessimo di piu’, se ci fosse una stampa attenta a questa quotidianita’, credo che il cancro perderebbe, almeno un pochino, il devastante potere di terrorizzarci ed ammutolirci.

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