Diventa demente…la censura poi ti Kura

…cha cha cha…

Se fossi rimasta sana fisicamente non lo sarei stata di mente. E’ come se la clessidra del cancro mi continuasse a regalare della polvere colorata che mi ha fatto sperimentare la fotografia, la danza ed il cinema..

E…perche’ non mostrare il cortometraggio sulla mia esperienza anche alla cena di beneficenza a favore del reparto? NOOO, quaedam dixerunt.

“Perche’ se mi trovo in una villa a banchettare non posso rovinarmi la cena preparata da chef stellati pensando che c’e’ gente che sta male!”

Ufficialmente sono state addotte -ossia e’ stato chiesto di riferirmi- delle motivazioni logistiche, tutte risolvibili a mio parere con la buona volonta’. Purtroppo e’ questo che manca: la volonta’ di mettersi in gioco, di fare i conti con la realta’, o anche di prendere coscienza dell’assurdita’ del mondo “che el xe’ mal spartio” – dice la saggezza popolare.

Io reputo una contraddizione il fatto di invitare duecento ospiti a far beneficenza a favore di persone delle quali non facciamo conoscere la storia… con le quali non facciamo condividere il banchetto.

E l’assurdita’ della faccenda e’ il fatto che la censura del cortometraggio proviene dalle stesse ex pazienti, da donne che hanno vissuto decenni or sono l’esperienza della malattia.

Tu diventa pur demente…che la censura poi ti kura con premura…cha cha cha

(ringrazio Freak Antoni e la cugina Fede che me l’ha fatto conoscere)

 

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