Fede e Malattia

RICEVO E PUBBLICO DA UNA DONNA CON LA SERENITA’ DENTRO.
Mi sono trovata in modo improvviso ( ma non inaspettato) a vivere nel “mondo della malattia ” un mondo che conoscevo solo da fuori. Da subito ho sentito la fede come un dono grande, la presenza di Dio nella mia vita non risolve i problemi, ma mi aiuta a viverli in una prospettiva diversa: nella vita del credente tutto ha un senso, ma è necessario cercare questo senso e viverlo nella fiducia. Per me un segno di “questo senso” siete state voi (…). Da subito trovarmi in questo gruppo mi ha fatto sentire “a casa” in un rapporto di familiarità che nasce quando in qualche modo si hanno radici comuni. Segno e dono sono i ragazzi della scuola con i quali, per quello che mi è possibile, cerco di condividere quello che vivo e mi accorgo che a loro fa bene vedermi senza “maschere” e parlare della vita con verità, perché la vita va affrontata per quella che è, con tutte le sue sfumature.
Concludo pensando a quello che, non solo come Europa, ma come umanità stiamo vivendo. Per me il Bene vince sempre, anche quando non lo comprendiamo. Voglio pensare che sia così  per me, per noi tutte, per tutte quelle persone che stanno soffrendo e che non hanno bisogno di tante parole ( come sto facendo io), hanno bisogno di vicinanza, ascolto e gesti veri.
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VINCI PER CRISTINA

Stamattina, a messa, ho incontrato lui, un signore dalla barba sempre ben curata e dallo sguardo vigile. Mi ha chiesto come procede e mi ha sussurrato “Vinci per Cristina”. Cristina, piena di vivacita’ ed allegria, una donna determinata…ora angelo.

Questa frase mi ha fatto capire ancora una volta come siamo tutti in una unica cordata. Un’unica squadra. La vittoria di uno e’ la vittoria di tutti. E Cristina e tutti i miei angeli (Carlotta, Marilisa, Lisa, Elena, Giorgio, Simone…) non sono affatto dei perdenti. Anzi, hanno solo tagliato il traguardo per primi.

13-21 marzo: settimana prevenzione oncologica

“La medicina moderna è preventiva: la partita della guarigione si vince sul giocare di anticipo rispetto alla malattia” U. Veronesi

Riportando questa frase, mi balena davanti l’attivismo dell’Amazzone Furiosa, le battaglie che conduce o condivide, il suo spendersi per la “prevenzione”.

Questa parola evoca in me sensazioni e pensieri contrastanti. Io, BRCA2+, io, che il mio cancro si vede anche dalla lettura dell’iride, io….che ci posso fare? Tolgo le proteine animali e gli zuccheri? Faccio attivita’ fisica? Elimino lo stress? Vado in psicoterapia per evitare accumuli di rabbia e decisioni sbagliate? Ma se l’aria che respiro, l’acqua che bevo, il suolo su cui poso i piedi…sono subdoli strumenti di morte…sono i “fattori scatenanti”…che ci posso fare? Quando mi sono ammalata non ero neppure una fumatrice…

Il post finisce qui.  A voi i vostri pensieri e tanta salute e fortuna a tutti.

NUOVI INTRECCI

E succede che non ne puoi piu’ dei pregiudizi della gente, della paura e dell’ignoranza…e succede che cerchi dei modi ancora piu’ creativi per far sentire la tua voce…e allora lanci il sasso, e non ritiri la mano, e la tua idea viene assecondata dal destino (ancora una volta tramite la mia splendida oncologa). E cosi condividi un the e dei biscotti con quattro quasi-perfetti sconosciuti con cui si instaura subito un profondo dialogo, quello dato dall’ingenuita’ dell’eta’ (siamo giovani fino a???), dalla comune esperienza della malattia o da una forte sensibilita’.

E decidiamo di prenderci sul serio, di voler fare qualcosa, di parlare, di girare un corto.

Sono felice, adrenalizzata da questo nuovo progetto… e contenta di trovarmi con altre nuove energie…Che intrecci ci regala la vita!!!

ALLA RICERCA DEL SENSO PERDUTO

Il mio post precedente e’ stato, con alcune modifiche che avevo apportato, pubblicato ieri tra le lettere de “Il Giornale di Vicenza”. Mi e’ arrivato questo prezioso regalo da parte di una persona. Il cancro ha travolto la mia vita e stravolto i miei progetti, mi ha costretta a trovare nuovi significati e nuovi sensi – visto che qualche senso, come quello del tatto, me lo ha attenuato. Fa splendere un sole nel mio cuore sentire che, ogni tanto, qualche regalo di testimonianza posso farlo anch’io…
Gentile maestra Noemi,

mi stupisce sempre con quanta grinta affronti le situazioni e la vita in sè.

Le sue poche righe mi sono piaciute, anche se mi piacerebbe di gran lunga che lei fosse sana al 100%.

Nostra figlia è fortunata ad avere una maestra come lei, e altrettanto egoisticamente, spero che torni presto a scuola, perchè seppure io non sia in classe, si vede che lei non c’è, da tante piccole cose.

Grazie che ci riporta sempre con i piedi per terra, ma con un occhio postivio alla quotidianità.

CANCRO = MORTE

Sono una malata di cancro, ossia una persona che e’ sottoposta a cure chemioterapiche a cicli piu’ o meno costanti dal 2007. Ci sono terapie che mi hanno fatto cadere a terra, perdere i capelli e con essi anche la cognizione di me stessa, altre, come quelle che mi stanno curando negli ultimi tempi, che mi consentono lo svolgimento di una vita regolare.

Ieri pomeriggio, venerdi 4 marzo, a manifestare la solidarieta’ alla dottoressa Gulisano assieme ai medici dell’ospedale di Vicenza che hanno organizzato il flash mob, eravamo presenti anche noi, malati di cancro. La stampa locale ha apprezzato il cartellone “Amici del Quinto Piano” ma ci ha descritti come gruppo di “signore” (pure virgolettato….se fossimo negli Stati Uniti si rischierebbe una denuncia per sessismo) o, al meno peggio, come un gruppo di familiari dei pazienti. Gli “Amici del Quinto Piano” sono anche giovani donne ed uomini sotto chemioterapia. Forse non siamo stati citati perche’ e’ ancora diffuso il paradigma che uguaglia il cancro alla condanna di morte. Per fortuna, insigni giornalisti, grazie alla ricerca non e’ piu’ cosi, ma fa male leggere che nell’immaginario collettivo siamo ancora quelli immobilizzati, che vomitano tutto il giorno, riconoscibili come appestati. O morti.

Sono una malata di cancro, ma lavoro, studio danza, esco con gli amici, viaggio, rido, piango ed amo…come tutti voi.

Alla ricerca del bene perduto

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/12/05/sanita-con-nuovi-orari-di-lavoro-ospedali-al-collasso-medici-e-infermieri-ci-chiamano-anche-nei-giorni-di-riposo/2271382/

L’entrata in vigore dei turni europei per il personale sanitario, nonostante persegua il bene del malato, ha scatenato gravi disagi nel Reparto di Oncologia dell’Ospedale di Vicenza, dove i pazienti si sono visti sospesi i controlli di follow up. Tale sospensione e’ stata causata anche dalla mancanza di organico (tre medici) denunciata ripetutamente dalla f.f. primario dott.ssa Marcella Gulisano a partire dal 2013.

Il governatore Zaia, interpellato in diretta telefonica, ha mandato repentinamente una commissione che ha ripristinato le visite di controllo. Ma a quale prezzo? Un medico ha rinunciato ad attivita’ di screening, gli altri all’aggiornamento; sono stati ridotti i tempi delle visite. Questione, secondo la politica del “capro espiatorio”, risolta, anzi, chi ha dovuto sospendere i controlli e’ sotto indagine disciplinare in quanto accusata di aver recato danni ai pazienti ed agito contro l’etica professionale. Questa accusa cela una contraddizione evidente: il “bene” dei malati di cancro (che distinguo dai pazienti, considerando questi ultimi come “coloro che non presentano evidenze di malattia”) NON si persegue facendoli seguire da medici non aggiornati, in quanto noi malati oncologici affidiamo la nostra vita alla cura ed alla ricerca.

Domani pomeriggio ci sara’ un “contraddittorio” in cui la dottoressa Gulisano, f.f. primario in un reparto che ne e’ privo da sei anni -nonostante un concorso di due anni or sono-, dovra’ difendere il coraggio con cui ha preso una decisione difficile e molto ardua, ma l’unica che garantisse la miglior cura possibile agli ammalati. Alle ore 14,15 piu’ di 200 medici si troveranno nell’atrio dell’ospedale per manifestare la propria solidarieta’ alla collega. Con loro ci saremo noi, gli Amici del Quinto Piano, un gruppo di pazienti, malati, amici che, dal concerto del “Quinto Piano” (oncologia) dello scorso Natale, sta attuando e programmando attivita’ a favore di coloro che usufruiscono del reparto – laboratori manuali, teatrali, programmi culturali, attivita’ sportive, progetti sull’alimentazione.

Ed e’ assurdo che, in tutte queste accuse, nessuno abbia interpellato chi veramente usufruisce del reparto e sa quali sono i fattori che pesano sulla sua qualita’. Noi il cancro ce l’abbiamo (o abbiamo avuto) e possiamo darvi lezioni a riguardo! Pertanto abbiamo deciso di interpellare il sindaco Variati, il nuovo dirigente delle ULSS 5 e 6 Pavesi e ci faremo sentire con i media. Nel frattempo abbiamo predisposto un comunicato stampa che vi invitiamo a firmare. Pronti a proseguire anche con eventuale petizione. Vogliamo un numero sufficiente di dottori, vogliamo conoscere cosa succedera’ al reparto di senologia, vogliamo un primario per il reparto di oncologia.