…shall we dance?

Lunedi sera. Controvoglia e preoccupata ritorno a danza. Avrei due lezioni da recuperare. Ok… ci provo. Faccio la prima ora, casomai mi siedo e guardo. Invece la prima ora…la prima ora…la reggo. E, nell’intervallo tra le due lezioni, un mio compagno mi dice: “Noemi, preparati. Ho pensato che il prossimo anno potremmo partecipare insieme al concorso di danza riservato agli allievi della scuola…”

Ed io dimentico le statistiche. Dimentico le mie magagne. Ricordo che non ho stampato sulla faccia la mia “etichetta” e che, talvolta, anche gli altri possono dimenticarsela. 

Shall we dance? Of course. Vendo cara la mia pelle.

 

Annunci

Stamattina

…e penso a stamattina, a come mi sono alzata, col tempo contratto… come se fosse successo ieri quanto avvenuto anni fa… come se le parole che ci hanno uniti fossero ancora nell’aria, cristalli ora depurati da incomprensioni, odi, sofferenze… in me il desiderio di recuperare quella parte naif, sospensione di indecisione e confidenze, il desiderio di non gettare il bene che ci siamo voluti…

poi ritorno in me. non cedo. io valgo.

2o marzo (una nuova vigilia)

Alla vigilia del Caelix, ricevo dalla mia “mentore” e compagna di cordata Pat. A lei, veterana, mi ero rivolta non appena avuta notizia delle metastasi. E da allora non ha mai smesso di accompagnarmi.
“Cara…il mio angelo custode, confidandosi con il tuo, mi ha raccontato che domani inizia… la terapia…e sappiamo cosa ci riserva!!!!!!
Ma oggi come ogni giorno che precede un giorno nuovo… è pieno di pensieri… di ansie… di speranze… di lacrime… di attesa… di paura… di speranza… e in tutto questo ti sono accanto… oggi sei nei miei pensieri
Ma oggi… è un giorno speciale… è il giorno che precede il primo giorno di primavera…
domani ci è dato il dono di partecipare ad una nuova primavera… alla tua nuova primavera!!!!
Questa  terapia che conosci … e che può avere ed avrà il sapore dei giorni grigi invernali… in realtà prepara in silenzio ad una nuova vita… ne sono sicura… io prego forte per te… tu non preoccuparti ci penso io…
Abbi cura di te… come sai fare
Ti abbraccio”

Ave Caelix…

Immagine

Non e’ una guerra persa, e’ soltanto una battaglia persa. In questa guerra di logoramento. Quando i piani riservano sempre delle sorprese e non puoi mai, mai abbassare la guardia. Ci vuole, appunto, un coraggio luuuuungo. Ma oggi neanche quello e’ bastato quando l’oncologa mi ha detto che Willie si e’ ripreso ed e’ ora di cambiare cura e di sparare qualche colpo un po’ piu’ forte del solito. La nuova arma si chiama Caelix, pronunciato alla latina ecclesiastica “Celix”. Un liquido rosso Campari che mi accompagnera’ nei prossimi mesi.

Sono inca**ata. Non sono capace di non farmi domande. Oggi no. E fanculo pure la magra consolazione che, stavolta, non perdero’ i capelli.