Federica Shiny Happy People

Oggi pomeriggio sono andata a trovarla.

E’ il primo giorno dell’anno e affido a lei, Federica, il mio 2017. Durante il tragitto verso il cimitero, accendo distrattamente la radio. Stanno trasmettendo “Shiny Happy People”, canzone dei R.E.M. che le avevo fatto ascoltare in cuffia, su suggerimento di Valeria, un paio d’ore prima della sua Partenza.

Brividi e lacrime, dolci e malinconiche…

Sara’ una coincidenza, ma mi piace pensare che lei mi stia facendo l’occhiolino e mi stia dando forza. Regala tenerezza ed infonde speranza dare significato alle coincidenze. Forse il significato delle nostre vite si gioca tutto su questo…

 

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15 aprile

Molti “cancerogeni” come me hanno delle ricorrenze nelle proprie vite da malati: il giorno della diagnosi, la prima radioterapia, la partenza di un amico… Cosi anche io mi sono ritrovata a festeggiare per tre anni il 15 aprile. Il 15 aprile 2008 e’ avvenuta quell’infusione di taxolo che, per tre anni, ho pensato come l’ultima della mia vita.

Ricordo i miei tre festeggiamenti: uno in famiglia, uno in un famoso ristorante di San Diego ed uno in una betola vicentina. E ho forte quella sensazione di “avere gia’ dato”, di avere gia’ sofferto la mia parte, I had my fair share.

Eppure oggi, il giorno “dopo un giorno che non e’ piu’ un compleanno”, oggi, compleanno di mio padre ma anche giorno in cui zia Marilisa e’ diventata un angelo, mi sentirei ingrata a lamentarmi. Sono andata a scuola dai miei ragazzini, ho pranzato con la mia famiglia, sto progettando una performance di danza con Francesca Bolzon – che mi ha fatto ritornare allo studio della danza –  e mi appresto ad uscire con alcuni tra i miei amici piu’ cari. Non posso lamentarmi: la mia salute non e’ piu’ quella di prima, ma il gusto per la vita e’ decisamente sempre piu’ forte.

VINCI PER CRISTINA

Stamattina, a messa, ho incontrato lui, un signore dalla barba sempre ben curata e dallo sguardo vigile. Mi ha chiesto come procede e mi ha sussurrato “Vinci per Cristina”. Cristina, piena di vivacita’ ed allegria, una donna determinata…ora angelo.

Questa frase mi ha fatto capire ancora una volta come siamo tutti in una unica cordata. Un’unica squadra. La vittoria di uno e’ la vittoria di tutti. E Cristina e tutti i miei angeli (Carlotta, Marilisa, Lisa, Elena, Giorgio, Simone…) non sono affatto dei perdenti. Anzi, hanno solo tagliato il traguardo per primi.

Molecole

Cara ***,
il tuo gesto mi ha colto di sorpresa anche se avevo intuito che la tua diversita’ ed il tuo essere “fuori dal coro” non sono la stravaganza di Valentino Rossi bensi delle note che cantano anche lacrime. Libere, sempre. Anche adesso, mentre scrivo, sento il timbro della tua voce.
Ho paura anch’io della depressione, essendo un’anima di natura malinconica. E quando piango perche’ devo stringere i denti per alzarmi dal letto perche’ sono malata e mi sento sola, temo sempre che quell’ombra di umore nero attacchi i miei organi vitali e sferri l’attacco mortale. A volte tormento la mia psicoterapeuta – ma lo faccio a cuor leggero perche’ la pago per questo- chiedendole la potenza di questi miei pensieri. Mi sembra di tendere un agguato alla parte piu’ buia di me. Altre volte guido…e mi domando se le mie mani non racchiudano altro che un pugno di mosche. E vorrei premere “pause”, almeno, perche’ non si sono avverati i miei sogni piu’ importanti e non ho fiducia nel domani.
Vale ripeterti che c’e’ chi ti ama e che non ti perdonerebbe mai di averci lasciato solo gli echi delle tue fiabe speciali?
Vorrei scuoterti, ***, come tante volte vorrei esser stata scossa io… vorrei farti innamorare della ricerca di un gusto “altro” delle cose, che non si esaurisce nel giusto o nello sbagliato. Vorrei farti capire che non sei l’unica ad essere salita su un muretto ma che il male di vivere merita comunque di essere affrontato, assaporato, vissuto. Forse credi piu’ in Pacha Mama che in un Dio incarnato, ma mi piacerebbe tanto farti conoscere il mio angelo biondo. Lei suonava il violino e forse, quando sali sulle alte quote, tu lo puoi sentire ancora. Lei amava la vita e non ha mai smesso di lottare per essa. La Vita e’ gia’ ingiusta per conto proprio perche’ tu aggiunga dell’altra ingiustizia…nei confronti tuoi e di coloro che ti amano.
Concludo, incerta se lanciarti un bonario calcio in culo (che non ti acchiapperebbe mai) o se abbracciarti. Mi scuso se mi sono permessa di scriverti, ma ho troppe amiche cancerogene che stanno lottando a morsi per guadagnarsi un altro giorno di vita…e so che tu stai facendo lo stesso…continua a scegliere la vita anche tu…continua, ad ogni respiro…
Noemi

Ah… una volta una signora mi ha detto che sono forte perche’ riconosco le mie debolezze – non mi e’ piaciuta questa definizione pero’ forse e’ vera. So che in alcuni momenti dei tanti amici che abbiamo sembra che non ci comprenda nessuno, pero’ sono convinta che ci sia sempre qualche scalzacane pronto a farci da scopa.