Recupero…

Recupero una lettera scritta ai miei amici piu’ cari, durante la prima esposizione della mostra a Vicenza, nel 2012. La pubblico non solo perche’ li porto sempre nel mio cuore, ma anche perche’ la loro amicizia mi sta aiutando a vivere…

MIEI CARISSIMI AMICI,
Sono passati parecchi mesi dall’inizio della nostra navigazione. Il viaggio e’ stato molto denso, ricco di tinte forti… iniziato con lo spettro del cancro ma sempre intervallato dalla luce della vita… Dovrei scrivere un grazie particolare per ognuno di voi. Un grazie per i modi speciali con cui avete saputo starmi vicino, passare con me la sera della Pasquetta, portarmi al concerto dei Coldplay, spostare a casa mia il gruppo di AC, condividere una novena, passare ore davanti a Skype, prendere un aereo o un treno per venire a trovarmi, comprarmi infusi, cioccolata e rimedi e libri, accompagnarmi in ospedale ma anche alle pizze, scrivermi ed invitarmi a continuare i miei progetti, fare un salto a casa mia, telefonarmi in un giorno stabilito, organizzare feste a sorpresa e allietare quelle “di rito”, partecipare alla vita della ciurma, abbracciarmi mentre piangevo, ridere delle ca**ate, raccontarmi i vostri cancri… perche’ ognuno ha il proprio, mandarmi un sms quotidiano o anche di piu’, ascoltare le mie telefonate… Mi avete fatto e state facendo sentire viva, con una prospettiva a “lungo” termine… coccolata.
IL MIO CORPO NON FINISCE DOVE LO VEDI MA FINISCE AI CONFINI DELL’AMORE
In questo periodo sapete che ho dato la priorita’ alla mostra, un progetto che sento di tutti… perche’ da tutti mi e’ giunto un supporto materiale e/o morale. Soprattutto grazie a chi ha fatto con me questo percorso a volte difficile perche’ scegliere una foto, progettare un allestimento, spostare un divano, discutere un titolo, preparare un’intervista… ha spesso significato ascoltare la mia storia, leggere le mie sofferenze e confrontarsi con esse. So anche che ho succhiato molte energie, materiali e cerebrali. E che le ho ricevute in modo incondizionato e paziente.
Oggi pomeriggio ho avuto un altro incontro (organizzato dalla CISL) in cui ho parlato della mostra. Sara’ che “ormai” ci sto facendo l’abitudine e che non ero troppo stanca, ma sono riuscita a concentrarmi e a raccontare bene la mia storia. Tra il proclamare che chiedere aiuto e’ un atto di coraggio e il fare la battuta (scusatemi e’ il gusto macabro cancerogeno) sul timore che il reggiseno si sganci e la protesi voli in mezzo alla stanza (infatti hanno riso di gusto solo le “sorelle”), ho visto i volti delle “sorelle” illuminati. E, come mi succede, alla fine ci sono state donne, soprattutto “sisters”, a ringraziarmi, ma anche un padre a chiedermi consigli per sua figlia. Con la Tella si diceva che la mostra avrebbe avuto successo anche se solo una persona ne fosse rimasta colpita… io non so quanto il grazie che mi sento ripetere corrisponda poi a un cambiamento, ma per esempio oggi una signora mi ha confidato che da quando ha letto il mio “sito” si fa meno problemi nell’uscire di casa – e lei ha il viso segnato da un tumore alla bocca, altro che le mie cicatrici! Vorrei che anche voi sentiste la gioia di queste condivisioni, di questi sorrisi, di queste lacrime, di questo “codice”… perche’ ne siete tutti artefici.
Sto ricevendo tanto. Anche il “senso” (voglio chiamarlo cosi) di questa bestiaccia, di questo “status” alternativo. E tutto questo non sarebbe (stato) possibile senza la vostra presenza, il vostro esserci. Mi sento felice. Amata. E piu’ umana.
Vi voglio bene. E vi ringrazio per la pazzia di volermene.
La vostra capitana Gramegna

N.B. domenica vi aspetto alle 17.30 a festeggiare in bellezza la chiusura della mostra. Se beve e se magna (non solo patatine…). Da bucanieri, come sempre, se rutta e si saluta!!!

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