“Noemi” (il corto)

http://www.tucancroiodonna.it/video/noemi.html

AIOM ha il piacere di comunicarle che la giuria del Concorso cortometraggi “Oncologia e Cinema” ha eletto “NOEMI” quale secondo classificato.Il responso è stato pronunciato da una giuria formata da pazienti, advocates, medici, psicologi, giornalisti, attori, registi e infermieri, e  presieduta dall’attore, regista e sceneggiatore Sergio Rubini, con l’avallo del presidente AIOM Carmine Pinto.Nell’esprimerle le più vive congratulazioni, AIOM desidera invitarla alla Sessione Speciale Cinema “Perché il cinema nella comunicazione in ambito oncologico”, che avrà luogo venerdì 28 ottobre dalle 18.30 alle 20.30,  presso l’Auditorium del Marriot Park Hotel di Roma, nell’ambito del XIII Congresso nazionale AIOM.In questa occasione si terrà infatti la premiazione dei primi tre migliori cortometraggi, che verranno proiettati e discussi.

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Congresso AIOM 2016

La giuria del Concorso cortometraggi “Oncologia e Cinema” ha eletto “NOEMI” quale secondo classificato.

 Il responso è stato pronunciato da una giuria formata da pazienti, advocates, medici, psicologi, giornalisti, attori, registi e infermieri, e  presieduta dall’attore, regista e sceneggiatore Sergio Rubini, con l’avallo del presidente AIOM Carmine Pinto.

 La Sessione Speciale Cinema “Perché il cinema nella comunicazione in ambito oncologico”,  avrà luogo venerdì 28 ottobre dalle 18.30 alle 20.30,  presso l’Auditorium del Marriot Park Hotel di Roma, nell’ambito del XIII Congresso nazionale AIOM. In questa occasione si terrà infatti la premiazione dei primi tre migliori cortometraggi, che verranno proiettati e discussi.

http://www.tucancroiodonna.it/video/noemi.html

 

Voglio morire ed il caffellatte

Il baratro che ci divora mentre ci sediamo sul letto. Il girarsi sul cuscino mormorando “mamma”. L’idea di voler morire, che insorge improvvisamente.

Quando ho parlato della mia esperienza alle mie nuove compagne di cordata, ho raccontato del “pianto da caffellatte”, ossia le lacrime che spesso scorrono di fronte ad una banalita’ o in una situazione (per me lo era il caffellatte a colazione) di solito serena, che mi ha accompagnato durante la chemioterapia nel 2008 e nel 2012, soprattutto con AC e taxolo. Pensavo che “il resto” fosse stata una questione personale, una “debolezza” dovuta ad una particolare situazione che stavo vivendo. Invece…

“Eppure, ho sempre pensato di essere una donna forte”, mi ha confidato ieri una amica dei Nuovi Inizi, dopo avermi narrato gli ultimi giorni cupi e pensieri e sensazioni che non mi sono piu’ estranei. No, non e’ questione di forza di carattere e neppure di volonta’ di vivere. Quest’ultima non ce la toglie nessuno. Sono i farmaci, e’ la chemioterapia che sfida in continuazione: sfida la malattia, ma soprattutto sfida noi stessi, nel corpo e nello spirito. Non ci riconosciamo piu’ nello specchio, ma spesso non ci riconosciamo piu’ neppure nell’anima. Ci scopriamo con desideri e pensieri che non ci sono mai appartenuti e  neppure ci appartengono. La Morte diventa il pensiero da cui scappiamo e a cui ci volgiamo.

Non siamo preparate a questo. Nessuno ci dice “E’ normale, non sei tu. Sono le cure. Tu sei forte. Tu hai scelto la vita”.

Spaventa trovarsi di dosso un soprabito che non abbiamo scelto. E fin che il CANCRO restera’ un TABU’ SOCIALE, saremo lasciati SOLI, con le nostre angosce, e ci vedrete in giro con soprabiti e parrucche.

 

ABBRACCI

ABBRACCI… molto tempo fa, la mia oncologa mi ha chiesto di scrivere e riflettere sull’abbraccio… Ho subito pensato al primo abbraccio mancato, quello del mio compagno (ex) quando mi e’ stato diagnosticato il carcinoma. Ho pensato al primo abbraccio dato al mio compagno (ex), che era rimasto piu’ pietrificato di me di fronte alla notizia. E poi ai medici, straordinari, che mi hanno accolta o salutata con un incoraggiamento vero…e a quei dottori che fanno di tutto per non farsi coinvolgere dai pazienti. E ai miei amici, con i quali, nel corso di questi anni, ci siamo scambiati abbracci di rabbia, di lacrime, di gioia e di cioccolato fondente…L’abbraccio toglie dall’invisibilita’, l’abbraccio abbatte la barriera di molti tabu’ legati al cancro. L’abbraccio non fa provare vergogna per un male che non si e’ commesso. BUON ABBRACCIO A TUTTI, ma che sia vero…e rischioso!

La foto e’ tratta da una performance guidata da Silvia Gribaudi e Matteo Maffesanti, condivisa il 14 luglio u.s. Ho ricevuto (e offerto) moltissimi abbracci da tutta la strampalata compagine di persone conosciute e non con cui ho lavorato…ed e’ stata un’esplosione di vita e divertimento!!

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Fede e Malattia

RICEVO E PUBBLICO DA UNA DONNA CON LA SERENITA’ DENTRO.
Mi sono trovata in modo improvviso ( ma non inaspettato) a vivere nel “mondo della malattia ” un mondo che conoscevo solo da fuori. Da subito ho sentito la fede come un dono grande, la presenza di Dio nella mia vita non risolve i problemi, ma mi aiuta a viverli in una prospettiva diversa: nella vita del credente tutto ha un senso, ma è necessario cercare questo senso e viverlo nella fiducia. Per me un segno di “questo senso” siete state voi (…). Da subito trovarmi in questo gruppo mi ha fatto sentire “a casa” in un rapporto di familiarità che nasce quando in qualche modo si hanno radici comuni. Segno e dono sono i ragazzi della scuola con i quali, per quello che mi è possibile, cerco di condividere quello che vivo e mi accorgo che a loro fa bene vedermi senza “maschere” e parlare della vita con verità, perché la vita va affrontata per quella che è, con tutte le sue sfumature.
Concludo pensando a quello che, non solo come Europa, ma come umanità stiamo vivendo. Per me il Bene vince sempre, anche quando non lo comprendiamo. Voglio pensare che sia così  per me, per noi tutte, per tutte quelle persone che stanno soffrendo e che non hanno bisogno di tante parole ( come sto facendo io), hanno bisogno di vicinanza, ascolto e gesti veri.

CANCRO = MORTE

Sono una malata di cancro, ossia una persona che e’ sottoposta a cure chemioterapiche a cicli piu’ o meno costanti dal 2007. Ci sono terapie che mi hanno fatto cadere a terra, perdere i capelli e con essi anche la cognizione di me stessa, altre, come quelle che mi stanno curando negli ultimi tempi, che mi consentono lo svolgimento di una vita regolare.

Ieri pomeriggio, venerdi 4 marzo, a manifestare la solidarieta’ alla dottoressa Gulisano assieme ai medici dell’ospedale di Vicenza che hanno organizzato il flash mob, eravamo presenti anche noi, malati di cancro. La stampa locale ha apprezzato il cartellone “Amici del Quinto Piano” ma ci ha descritti come gruppo di “signore” (pure virgolettato….se fossimo negli Stati Uniti si rischierebbe una denuncia per sessismo) o, al meno peggio, come un gruppo di familiari dei pazienti. Gli “Amici del Quinto Piano” sono anche giovani donne ed uomini sotto chemioterapia. Forse non siamo stati citati perche’ e’ ancora diffuso il paradigma che uguaglia il cancro alla condanna di morte. Per fortuna, insigni giornalisti, grazie alla ricerca non e’ piu’ cosi, ma fa male leggere che nell’immaginario collettivo siamo ancora quelli immobilizzati, che vomitano tutto il giorno, riconoscibili come appestati. O morti.

Sono una malata di cancro, ma lavoro, studio danza, esco con gli amici, viaggio, rido, piango ed amo…come tutti voi.

ESSERE FELICE…

Puoi avere difetti, vivere con ansia e qualche volta essere irritato, ma non dimenticarti che la tua vita è la più grande impresa del mondo. Solo tu puoi evitare che vada in fallimento. Ci sono molte persone che hanno bisogno di te, ti ammirano e si tormentano per te.

Sarebbe bello che tu ricordassi sempre che essere felice non è avere un cielo senza tempeste, strade senza incidenti, lavori senza fatiche, relazioni senza delusioni. Essere felice è trovare la forza nel perdono, la speranze nelle battaglie, la sicurezza nella paura, l’amore nei distacchi.

Essere felice… Non è solo valorizzare il sorriso, ma riflettere sopra la tristezza. Non è solo commemorare il successo, ma imparare la lezione dai fallimenti. Non è solo allietarsi degli applausi, ma trovare allegria nell’ anonimato.

Essere felice è riconoscere che vale la pena di vivere la vita, malgrado tutte le sfide. Essere felice non è opera del destino, ma una conquista di chi sa viaggiare dentro il suo proprio essere. Essere felice è abbandonare i problemi e diventare autore della Propria storia.

Essere felice… è attraversare deserti, ma essere capaci di incontrare un’oasi nel profondo della tua anima e ringraziare Dio ogni giorno per il miracolo della vita. È non avere paura dei propri sentimenti. È saper parlare di te stesso. È avere coraggio di accettare un “no”. È avere la forza di accettare una critica, anche se ingiusta. È baciare il marito/la moglie, i figli, sostenere i genitori e vivere momenti poetici con gli amici, anche se ci hanno ferito…

Essere felice… È lasciar vivere libero il bimbo allegro e semplice che dimora dentro di noi. È avere la maturità per dire “ho sbagliato”. È avere il coraggio di dire “perdonami!” È avere la sensibilità di dire ho bisogno di te. È avere la capacità di dire “ti amo”.

Desidero che la vita sia un cantiere di opportunità affinché tu sia felice… Che nelle tue primavere tu sia amante dell’allegria. Che nei tuoi inverni tu sia amico della saggezza. E, quando sbaglierai strada, ricomincia tutto di nuovo, così sarai ogni volta più innamorato della vita. E scoprirai che…

Essere felice… Non è avere una vita perfetta, ma usare le lacrime per irrigare la tolleranza, usare le perdite per rafforzare la pazienza, usare le foglie per scolpire la serenità.

Usare il dolore per raffinare il piacere, Usare gli ostacoli per aprire le finestre dell’intelligenza. Non abbandonare mai te stesso.

Non rinunciare mai alle persone che ami. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo imperdibile. E tu una persona speciale !!!!!

Papa Francesco

Dovevo assolutamente postarla…sara’ che, ogni tanto, mi sento felice…