I DANCE THE WAY I FEEL

Non si tratta di danza terapia perche’ danziamo per la gioia di farlo, per la gioia di essere, per la gioia di stare. Non ci troviamo insieme perche’ ci sentiamo malati e dobbiamo curarci.

Certo, molti di noi danzano con la chemioterapia, la radioterapia, le protesi, la parrucca, la bandana o senza ovaie, seni, utero o un pezzo di polmone. Ma non per questo siamo diversi. O danziamo da malati.

La bellezza e la forza di questo progetto, che ho ideato e sto conducendo grazie a Michela Negro e Simone Baldo (prima col contributo della “Susan Komen Italia onluso” ora degli “Amici del Quinto Piano”) e alla collaborazione di Roberto Casarotto, consistono proprio nell’accogliere le persone secondo l’attitudine propria della danza contemporanea e del Qi gong, nel valorizzare l’unicita’ di ciascuno, nel privilegiare il sentire rispetto al giudicare.

Quando ci confrontiamo tra partecipanti, ci sono riscontri molti positivi da parte di persone che, grazie all’esercizio fisico e all’appropriarsi di un tempo dedicato a se stessi, riportano miglioramenti nell’autonomia e nell’ampiezza del movimento…  Ma soprattutto sono cadute molte barriere psicologiche e mentali che contraddistinguono noi malati oncologici. Con la danza si creano spazi incredibili di liberta’, di relazione, di umanita’. E speranza.

Congresso AIOM 2016

La giuria del Concorso cortometraggi “Oncologia e Cinema” ha eletto “NOEMI” quale secondo classificato.

 Il responso è stato pronunciato da una giuria formata da pazienti, advocates, medici, psicologi, giornalisti, attori, registi e infermieri, e  presieduta dall’attore, regista e sceneggiatore Sergio Rubini, con l’avallo del presidente AIOM Carmine Pinto.

 La Sessione Speciale Cinema “Perché il cinema nella comunicazione in ambito oncologico”,  avrà luogo venerdì 28 ottobre dalle 18.30 alle 20.30,  presso l’Auditorium del Marriot Park Hotel di Roma, nell’ambito del XIII Congresso nazionale AIOM. In questa occasione si terrà infatti la premiazione dei primi tre migliori cortometraggi, che verranno proiettati e discussi.

http://www.tucancroiodonna.it/video/noemi.html

 

Progressi

Sono felice ed orgogliosa dei progressi che sto facendo: la mia maestra di danza mi ha confidato che si vede che non ballo col pensiero dei miei limiti, ossia “se stessi bene, potrei fare…”, bensi danzo nella consapevolezza del qui ed ora, gustando quello che sono e riesco a fare. Insomma: il lupo lo faccio ballare!!! E, nel mio cuore, questa e’ la vittoria quotidiana.

Resolutions and wolf

  1. Adottare il mantra “Panta Rei… tutto scorre…e’ gia’ passato e passera’ ancora”
  2. Contare solo sui veri amici, quelli che mi vedono a 360 gradi
  3. Imparare a truccarmi Look better, feel good! ( e non “Look good, feel better” perche’, come diceva mio nonno, “Noi siamo nati belli”)
  4. Stimolare la creativita’…un progetto al giorno, toglie il malumore di torno…
  5. Viziarmi quotidianamente con strategie di benessere: la piramide, la meditazione o preghiera, la danza. Spesso: il gelato!

Tanti propositi per vivere Sua Legnosita’ non come un trauma ma come un’opportunita’ per crescere ed imparare. La mia oncologa mi ha scritto “In bocca al lupo”. Le ho risposto “Viva il lupo”. E lei “Tu il lupo lo fai ballare”. Sara’ il suo incoraggiamento, sara’ il cocktail dei primi giorni sommato all’adrenalina da saggio di danza, ma mi sento pronta e meno spaventata di quattro anni fa. Si, il lupo lo faro’ ballare! (grazie Marcella)

15 aprile

Molti “cancerogeni” come me hanno delle ricorrenze nelle proprie vite da malati: il giorno della diagnosi, la prima radioterapia, la partenza di un amico… Cosi anche io mi sono ritrovata a festeggiare per tre anni il 15 aprile. Il 15 aprile 2008 e’ avvenuta quell’infusione di taxolo che, per tre anni, ho pensato come l’ultima della mia vita.

Ricordo i miei tre festeggiamenti: uno in famiglia, uno in un famoso ristorante di San Diego ed uno in una betola vicentina. E ho forte quella sensazione di “avere gia’ dato”, di avere gia’ sofferto la mia parte, I had my fair share.

Eppure oggi, il giorno “dopo un giorno che non e’ piu’ un compleanno”, oggi, compleanno di mio padre ma anche giorno in cui zia Marilisa e’ diventata un angelo, mi sentirei ingrata a lamentarmi. Sono andata a scuola dai miei ragazzini, ho pranzato con la mia famiglia, sto progettando una performance di danza con Francesca Bolzon – che mi ha fatto ritornare allo studio della danza –  e mi appresto ad uscire con alcuni tra i miei amici piu’ cari. Non posso lamentarmi: la mia salute non e’ piu’ quella di prima, ma il gusto per la vita e’ decisamente sempre piu’ forte.

Eva e la vita

Sto riflettendo sulla vita come un morbido bolb, anti-blob appunto, denso, colore dell’ambra, che il nostro corpo custodisce. Eva, la tua essenza vitale si muove…scuote l’involucro che la custodisce…la tua vita e’ musica, e’ una danza cosi forte che trascende i movimenti quotidiani, li ostacola e li trasforma. Non pieta’ ma profonda ammirazione per te, donna dai contro-marroni, che la vita la mostri, la danzi. Grazie, Eva, per la tua intelligenza, la tua ironia, la tua voglia contagiosa di cavalcare i giorni.

http://www.abcdance.eu/reviews-armare-un-uomo/

Curare una ferita

Settimana intensa…sabato ci sara’ la dimostrazione di danza (tap e contemporaneo). Stasera prove, dopo una giornata dura iniziata con la infusione chemioterapica ed un formicolio al braccio destro che non mi abbandona. Io adoro danzare, ma mi richiede molta fatica, molta concentrazione soprattutto per controllare il mio chemo-brain. Il nostro pezzo si intitola “Passivo-Attivo” e, nonostante noi lo abbiamo soprannominato “I tossici”, la nostra insegnante Michela ci vuole ancora bene (santa lei!). Anzi, stasera ci ha chiesto di eliminare dalla nostra testa le categorie “giusto/sbagliato” e di non permettere al nostro cervello di sopraffarci con questo modo di pensare. Ci ha domandato di concentrarci su noi stessi, sulle nostre sensazioni durante i movimenti, sullo spazio, e di lavorare come squadra.

Stasera Michela mi ha fatto i complimenti perche’ sono concentrata, penso ai movimenti, li studio… Stasera Michela ha guarito una ferita che avevo…il ricordo di quando ero bambina e, terminato un esercizio, la mia insegnante di danza mi faceva sostare nel mezzo della palestra, mi faceva mettere in prima o in quinta posizione e mi tirava i piedi e le ginocchia per migliorare la mia apertura. Ed io ero li, a sentirmi una incapace perche’, nonostante l’impegno e gli esercizi, la mia natura e la mia struttura segnavano inesorabili questo mio limite.

E, mentre tornavo a casa, sentivo le lacrime mescolarsi alle gocce di sudore…un balsamo che leniva la ferita di Noemi bambina.

E cosi penso ai miei bimbi che stanno crescendo e che tra pochi giorni riceveranno la loro terza pagella. Ho solo voglia di scrivere loro una lettera…balsamo che li fortifichi, li riempia di gioia e lenisca quelle ferite che, involontariamente, abbiamo loro inferto.

Auguri

A te, amica cara, che sei stata catapultata in un nuovo palcoscenico

A te, che ti trovi a camminare in scena col buio attorno e non sai quando si accenderanno i riflettori

Non so come sara’ il tuo, il nostro, 2015, ma io saro’ con te…e non ti troverai da sola su questo palcoscenico che nessuno ha voluto. So che non hai l’indole da ballerina, ma questa pagina e’ un invito a danzare e a succhiare il midollo della vita che ci viene ancora una volta regalata.

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