Io non sono una di voi

Era seduta accanto a me nella sala infusioni del DH. Sembrava inquieta. La invitai a partecipare al mio gruppo “Amici del Quinto Piano”. Accetto’ e presto ci propose di condurre un corso di meditazione: la meditazione era stata la strada della sua guarigione. Sopraggiunsero alcune difficolta’ organizzative. Si fece estate.

A settembre riprendemmo le nostre attivita’ e le inviammo una mail. “Non mandatemele piu’. Io non sono una di voi”- ci rispose, sottolineando di essere “guarita”.

A prescindere dal fatto che noi malati non siamo il club degli untori e a prescindere anche dalla umana pieta’ che provo per una persona che, per sentirsi “guarita”, deve distinguersi da chi sta male (mi sembra la sindrome dal piu’ bravo della classe…), mi e’ venuta una considerazione. Mi spiace per coloro che negli ospedali sentono soltanto energia negativa – anche io, potendo, li evito – ma, da quando sono diventata una frequentatrice settimanale del S. Bortolo, posso ribadire che in ospedale respiro anche l’energia positiva di chi lotta per la propria vita (o quella altrui) con coraggio e determinazione.

“Non sei una di noi”, e’ vero… noi non abbiamo paura di affrontare il di e la notte della vita.

Federica (17.11.2016)

Federica e’ quella che ha fatto diventare “Era una notte d’acqua a catinelle” la colonna sonora della nostra vacanza nella San Diego di un luglio assolato.

Federica ed una tisana e non si sbaglia mai, soprattutto se si tratta dei the portati dallo zio.

Federica e “la puntualita’ e’ un furto fatto al tempo”, e con i nostri ritardi sistematici siamo sempre state in perfetta sintonia.

Federica e’ quella che faceva precedere le lunghe telefonate dal messaggio “sono orizzontale”.

Federica e’ quella che, venerdi scorso, si e’ tolta la mascherina e ha riso.

Carissima Fede, sei e sei sempre stata un inno alla vita. Ci hai insegnato a morderla fino all’ultimo, a gustare le opportunita’ che essa offre anche quando ne rimangono poche.

Ringrazio chi ti ha dato la vita per averti forgiata cosi radiante, e prego che il dolore per questo ingiusto distacco sia presto superato dalla gioia con cui hai riempito la mia, la nostra vita.

 

Federica (20.12.2014)

Federica l’ho conosciuta alla spa del San Bortolo nel 2012, parlando di parrucche. Lei se ne stava scegliendo una, io le ho consigliato un tipo di shampoo. Alla fine lei ha scelto di comprarsene una, e la cosa buffa e’ che questa parrucca, da lei battezzata “Monica”, ha ispirato la sua attuale acconciatura.

Federica e’ quella che, togliendosi la maglia, ha fatto volare la parrucca nello studio dell’oncologo e, prontamente, ha esclamato “scusi, ma credo lei sia abituato”… ed il dottore era calvo.

Federica e’ quella che, quando dice, “ragazze ho un’idea”, sta parlando di un ristorante, solitamente cinese.

Con Federica e V. faccio colazione all’Elisir…e troviamo sempre il motivo per festeggiare il club delle “amiche cancerogene”. Con Federica e V. vado a vedere i film di Woody Allen. Con Federica vado a cena da V. – ovviamente cucina suo marito- e continuiamo a passarci il ventaglio e a toglierci e rimetterci le maglie.

In realta’ e’ da giovedi scorso che bestemmio. A Federica e’ stata diagnosticata una recidiva alle ossa, ma deve fare ulteriori esami per verificare che non siano compromessi altri organi. Di fronte alla Casualita’ che regna sovrana e che mi impedisce di chiedermi il perche‘ di tale ingiustizia, mi sento come se fossi stata pugnalata alle spalle…e avessi di fronte il suo (il mio…) baratro. Mi girano le palle. Del “club delle cancerogene”, io sono la veterana. Io ero l’unica che nel 2012 stava affrontando la recidiva, io sono quella piu’ “avanti“, quella che deve dare il buon esempio, il segno di speranza. Io sono quella che ripete le chemioterapie ciclicamente, che ne mostra i risultati. Io sono quella che fa danza anche con l’osteoporosi. Si, sono la Mamma Oca e loro sono i miei pulcini.

Da una settimana, Federica e’ il mio pensiero dominante. “Come stai?”, le chiedo. “Alterno momenti in cui faccio lo struzzo a momenti in cui mi chiedo se diventero’ un fantasma”, mi risponde.

Federica, mi autonomino tua mentore. Siccome ci sono gia’ passata, e la recidiva e’ di gran lunga peggiore della prima volta, non farti scrupolo a chiamarmi anche per cazzate”.

“Noemi, tu pero’ mi prometti di avvisarmi se e quando non te la senti, perche’ non devo tirar giu’ anche te”.
“Promesso Fede. Io so che prendermi cura di me stessa e’ la prima cosa per far star bene anche te”.

“Comunque ti devo dire una cosa…tu la mia mentore lo sei sempre stata… da quando ti ho conosciuta e stavi organizzando il viaggio dei quarant’anni…”

Concludo con le parole di un’altra Federica, la Boifava:
ma non riesco a scollarmi dalla pelle quel brivido folle che m’ha attraversato il corpo quando, aperta la carta,  ho visto il mondo sgretolarsi in un mare profondo. E’ come se la Vita stessa, con una pacca sulla spalla, m’avesse cantato nelle orecchie “ragazza, buon viaggio”.

Luca Ostacoli

Convegno AIOM 2016, momento delle premiazioni dei cortometraggi. Tra gli oratori, il dottor Luca Ostacoli, che da’ voce a cio’ che sempre troppi pochi medici capiscono. Lo ascolto con interesse e tento di appuntare alcune frasi del suo intervento. “I momenti in cui un medico esce dal suo ruolo standard sono i momenti in cui il malato viene accolto come persona e gli si offre cosi la protezione dalla paura per cio’ che affrontera’”.

E’ tutto molto semplice.

“Noemi” (il corto)

http://www.tucancroiodonna.it/video/noemi.html

AIOM ha il piacere di comunicarle che la giuria del Concorso cortometraggi “Oncologia e Cinema” ha eletto “NOEMI” quale secondo classificato.Il responso è stato pronunciato da una giuria formata da pazienti, advocates, medici, psicologi, giornalisti, attori, registi e infermieri, e  presieduta dall’attore, regista e sceneggiatore Sergio Rubini, con l’avallo del presidente AIOM Carmine Pinto.Nell’esprimerle le più vive congratulazioni, AIOM desidera invitarla alla Sessione Speciale Cinema “Perché il cinema nella comunicazione in ambito oncologico”, che avrà luogo venerdì 28 ottobre dalle 18.30 alle 20.30,  presso l’Auditorium del Marriot Park Hotel di Roma, nell’ambito del XIII Congresso nazionale AIOM.In questa occasione si terrà infatti la premiazione dei primi tre migliori cortometraggi, che verranno proiettati e discussi.

MBC day 2016

GIORNATA DEL CANCRO AL SENO METASTATICO.
Per quattro anni ho celebrato il 15 aprile, compleanno dell’ultima infusione di taxolo, nella convinzione che la mia avventura con il cancro si fosse conclusa, felicemente.
Ma poi succede che una risonanza magnetica di follow up rilevi una macchia all’altro seno…e mesi di accertamenti, compiuti solo grazie alla meticolosita’ della dottoressa M. Gulisano (che mi ha salvato la vita), mi mettono davanti ad un referto che non voglio conoscere. CANCRO AL SENO METASTATICO…con lesioni a linfonodi e fegato…
E’ il momento in cui la voragine ti fagocita e la speranza viene meno. E’ il colloquio in cui il medico ti dice “siamo in una situazione disastrosa, come l’economia dell’Italia in questo momento”. Ti senti tradito dalla vita, che tu rispetti ed hai imparato a gustare sempre piu’… ma dov’e’ la giustizia? perche’ questo?
CANCRO AL SENO METASTATICO. Sono qui a parlarne, grazie ad un insieme di elementi (bravi medici, forza, fede, affetto di molti) a cui non posso non aggiungere la fortuna.