Nuove fotografie

Parto domani… alla ricerca di nuove foto per ricominciare… per guardarle sorridendo ancora e fantasticare…

Istanbul…

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Perdere

Forse questa settimana ho esagerato… si, diamo la colpa agli impegni presi che non mi hanno consentito di prendermi cura di me… pero’ le quinte dita oggi sanguinano e non riesco a danzare. Certo, riflettevo, tra gli effetti collaterali di queste pastiglie rose, la sindrome mani-piedi e’ quella forse piu’ gestibile. Ma rinunciare alla danza, a quello che mi fa sentire viva e perfettamente “normale”, e’ per me quasi una sconfitta…

Frammenti di rabbia

…verso l’altrui indifferenza, l’altrui dimenticanza, l’altrui pensare che, perche’ stavolta non ho perso i capelli, sia tutto piu’ facile.

…verso chi fuma con noncuranza, tanto il cancro ce l’ho io.

…verso chi scrive che il proprio scopo nella vita e’ arrivare a ottant’anni correndo, tanto chi non cammina sono io.

…verso l’ingiustizia la cui genesi non riesco sempre a condurre al Dio che ci lascia liberi e ci ama.

Ci sono momenti in cui la rabbia esplode. Frammenti che volano nell’aria e che, oggi, non riflettono il sole.

Danze meditative

Ne ho solo intuito l’essenza… ma danzare con te, carissima Claus, mi ha dato energia, calore, dolcezza e conforto… I passi, ora sinuosi ora piu’ concitati, ci hanno sognate nel futuro e ricondotte nel passato, a rivivere, a crescere, a liberar-si… condividendo la luce e il declino. Ma era bello seguire i tuoi passi verso la luce. E sentire la tua mano che non mi abbandonava nelle tenebre.

Grazie…

Ci vuole un coraggio luuuuungo

Ci vuole un coraggio luuuungo, dice una compagna di cordata. Si. Coraggio lungo, perche’ le attese dei referti snervano, perche’ i risultati che non riesci a capire ti catapultano implacabili verso i momenti piu’ bui che hai vissuto. E ti ci rivedi, con la faccia gonfia e piena di macchie, con la sensazione di essere appena stata picchiata, con l’impossibilita’ di tornare a danzare, con i sogni di nuovo infranti. Con le persone che ti parlano ma tu ti senti gia’ in un altro pianeta. E ti chiedi se stavolta sarai di nuovo capace di rialzarti, di danzare.

Si, un coraggio lungo. Ma anche gli amici veri, quelli che si invitano il sabato sera a giocare con la wii, quelli che ti scrivono “ti voglio bene”, quelli che ti abbracciano come una madre, quelli che restano con il fiato sospeso…

Coraggio lungo. Amici veri.

Escape

Si chiama cosi. E’ una tecnica o, forse, una modalita’ di danzare. Si comincia con il copiare i gesti del partner, ma poi succede che da un gesto si trova la possibilita’ di uscire, il movimento diventa proprio, autonomo… ma poi da questa indipendenza si esce, per riprendere la danza con il partner… e poi il corpo vede la via di fuga, ridiventa libero per un po’… e dopo ritorna all’armonia iniziale…e poi…

Stasera ho sperimentato questo con Stefania. Ed e’ stato bello iniziare insieme, poi liberarmi e poi ritrovarla, copiarne i movimenti ma poi sentirmi da questi lanciata verso uno spazio tutto mio…

Quale grande metafora la danza! Cosi il mio cancro. Cosi la vita col mio cancro. Un giorno uno di noi due volera’ per danzare da solo…