IL PROFONDO SENSO DI SOLITUDINE

Sonia se n’è andata, con i suoi riccioli. Ci eravamo lasciate con una promessa “Ci vediamo quando scalda un po’ l’aria”. Ed è arrivata l’aria calda dell’estate, e io che non volevo dirle che stavo perdendo i capelli e lei che non mi ha detto che aveva deciso di non far cadere i suoi.

E quando il cielo si è risvegliato dei colori autunnali, ho scoperto che lei se n’era volata via con le foglie ramate come il riflesso dei suoi capelli. La immagino volare leggera come dipinta da Chagall, con la bellezza seducente di una donna di Klimt.

E io mi sono sentita sola. A chi lo dico? E’ il profondo senso di solitudine. E’ un dolore troppo grande che non riesco a riversare su altri. Chi lo potrebbe reggere? E, ora, a chi lo dico? Scoppia dentro un vuoto che divora. Può mangiarti il cratere di un vulcano?