Una finzione “vera”

Confidenze con una persona speciale, che sta attraversando un momento difficile e deve necessariamente mostrarsi forte e serena, ricoprendo un ruolo pubblico e da cui dipendono scelte importanti di altre persone.

Mi confida la propria difficoltà nel continuare a vivere tutte queste “finzioni”, nel lavoro, negli affetti…

Allora mi sono ricordata del 2012, della mia diagnosi e dei miei momenti di depressione. Mi sono ricordata della mia nipotina, che faceva capolino dalla scala del mio salotto e che veniva a trovarmi. La guardavo, pensando tristemente che non l’avrei mai vista crescere, che non avrei sentito i suoi sbotti da adolescente, che non le avrei fatto conoscere i Led Zeppelin, che non avremmo discusso di viaggi e di amori… La guardavo e mi facevo forza e sorridevo e scherzavo…

Con lei “fingevo”, ma si trattava di una finzione “vera” perché stare con lei mi ricaricava e mi dava gioia. Ti voglio bene, nipotastra!!!

 

 

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