I DANCE THE WAY I FEEL

Non si tratta di danza terapia perche’ danziamo per la gioia di farlo, per la gioia di essere, per la gioia di stare. Non ci troviamo insieme perche’ ci sentiamo malati e dobbiamo curarci.

Certo, molti di noi danzano con la chemioterapia, la radioterapia, le protesi, la parrucca, la bandana o senza ovaie, seni, utero o un pezzo di polmone. Ma non per questo siamo diversi. O danziamo da malati.

La bellezza e la forza di questo progetto, che ho ideato e sto conducendo grazie a Michela Negro e Simone Baldo (prima col contributo della “Susan Komen Italia onluso” ora degli “Amici del Quinto Piano”) e alla collaborazione di Roberto Casarotto, consistono proprio nell’accogliere le persone secondo l’attitudine propria della danza contemporanea e del Qi gong, nel valorizzare l’unicita’ di ciascuno, nel privilegiare il sentire rispetto al giudicare.

Quando ci confrontiamo tra partecipanti, ci sono riscontri molti positivi da parte di persone che, grazie all’esercizio fisico e all’appropriarsi di un tempo dedicato a se stessi, riportano miglioramenti nell’autonomia e nell’ampiezza del movimento…  Ma soprattutto sono cadute molte barriere psicologiche e mentali che contraddistinguono noi malati oncologici. Con la danza si creano spazi incredibili di liberta’, di relazione, di umanita’. E speranza.

Il male curabile

Maggio 2012. Una mia Grande Amica, quella che mi ha portato un mega panino con la mortadella durante la prima seduta chemioterapica nel gennaio 2012, mi regala l’ultimo libro di Michele Cucuzza, “Il male curabile”. Lei e’ generosa e mi sprona ad essere ottimista. Ma io non riesco a leggere il libro. Vi e’ l’entusiasmo di un giornalista, sano, per alcune ricerche che sono ancora teoria, solo colorate immagini e suggestioni oniriche al festival delle nano scienze di Gagliato. Non posso nutrirmi di false speranze.

Ottobre 2018. C. mi parla della sua mamma, compagna di cordata volata in Cielo prima del Natale dello scorso anno. Ricordo che Valeria, in uno dei suoi ultimi messaggi, mi scrisse che era in lista d’attesa per una sperimentazione in Texas. Sua figlia mi passa il contatto del medico ed i riferimenti. E mi sovviene il nome del professore, Mauro Ferrari, recupero il libro mai aperto, e gli scrivo.

Un libro letto, delle intuizioni che stanno diventando sperimentazioni. Non so se saro’ accettata nella sperimentazione, non so se volero’ a Houston o se saro’ ancora qui a scrivere il prossimo anno… pero’ la scienza sta facendo passi avanti ed il libro si apre con nuove speranze.

 

 

“Noemi” (il corto)

http://www.tucancroiodonna.it/video/noemi.html

AIOM ha il piacere di comunicarle che la giuria del Concorso cortometraggi “Oncologia e Cinema” ha eletto “NOEMI” quale secondo classificato.Il responso è stato pronunciato da una giuria formata da pazienti, advocates, medici, psicologi, giornalisti, attori, registi e infermieri, e  presieduta dall’attore, regista e sceneggiatore Sergio Rubini, con l’avallo del presidente AIOM Carmine Pinto.Nell’esprimerle le più vive congratulazioni, AIOM desidera invitarla alla Sessione Speciale Cinema “Perché il cinema nella comunicazione in ambito oncologico”, che avrà luogo venerdì 28 ottobre dalle 18.30 alle 20.30,  presso l’Auditorium del Marriot Park Hotel di Roma, nell’ambito del XIII Congresso nazionale AIOM.In questa occasione si terrà infatti la premiazione dei primi tre migliori cortometraggi, che verranno proiettati e discussi.

Progressi

Sono felice ed orgogliosa dei progressi che sto facendo: la mia maestra di danza mi ha confidato che si vede che non ballo col pensiero dei miei limiti, ossia “se stessi bene, potrei fare…”, bensi danzo nella consapevolezza del qui ed ora, gustando quello che sono e riesco a fare. Insomma: il lupo lo faccio ballare!!! E, nel mio cuore, questa e’ la vittoria quotidiana.

angelico seno

Chiare, fresche et dolci acque, 
ove le belle membra 
pose colei che sola a me par donna; 
gentil ramo ove piacque 
(con sospir mi rimembra) 
a lei di fare al bel fianco colonna; 
erba e fior che la gonna 
leggiadra ricoverse 
co l'angelico seno; 
aere sacro, sereno, 
ove Amor co' begli occhi il cor m'aperse: 
date udienza insieme 
a le dolenti mie parole estreme.

(da "Chiare, fresche et dolci acque" del sublime Petrarca)

Mondo reale e mondo ideale

MONDO REALE

– Ho un fastidioso e costante formicolio alla mano destra dal 7 giugno.

– All’esame fisico non noto niente. Le ordino un’elettromialgia ed una ecografia….ed una visita neurologica.

– Non potrebbe essere un effetto dell’eribulina? (chiedo io che mi sono gia’ informata)

E’ un farmaco che e’ in uso da poco…non so.

Giro tutto l’ospedale: gli esami sono disponibili il 4 ed il 7 luglio. La visita neurologica il 12 ottobre.

MONDO IDEALE

– Ho un fastidioso e costante formicolio alla mano destra dal 7 giugno.

– All’esame fisico non noto niente. Le ordino un’elettromialgia ed una ecografia….ed una visita neurologica.

– Non potrebbe essere un effetto dell’eribulina?

– E’ un farmaco che e’ in uso da poco, in questo ospedale…non so. Pero’, fermo restando gli esami che le ho ordinato per escludere danni neurologici, non appena finisco le visite odierne, studio la letteratura disponibile e consulto il mio collega dello IOV, che di sicuro ha a disposizione una casistica piu’ vasta. La richiamo entro domani pomeriggio. Nel frattempo stia tranquilla: ci prendiamo cura di lei!

Curare una ferita

Settimana intensa…sabato ci sara’ la dimostrazione di danza (tap e contemporaneo). Stasera prove, dopo una giornata dura iniziata con la infusione chemioterapica ed un formicolio al braccio destro che non mi abbandona. Io adoro danzare, ma mi richiede molta fatica, molta concentrazione soprattutto per controllare il mio chemo-brain. Il nostro pezzo si intitola “Passivo-Attivo” e, nonostante noi lo abbiamo soprannominato “I tossici”, la nostra insegnante Michela ci vuole ancora bene (santa lei!). Anzi, stasera ci ha chiesto di eliminare dalla nostra testa le categorie “giusto/sbagliato” e di non permettere al nostro cervello di sopraffarci con questo modo di pensare. Ci ha domandato di concentrarci su noi stessi, sulle nostre sensazioni durante i movimenti, sullo spazio, e di lavorare come squadra.

Stasera Michela mi ha fatto i complimenti perche’ sono concentrata, penso ai movimenti, li studio… Stasera Michela ha guarito una ferita che avevo…il ricordo di quando ero bambina e, terminato un esercizio, la mia insegnante di danza mi faceva sostare nel mezzo della palestra, mi faceva mettere in prima o in quinta posizione e mi tirava i piedi e le ginocchia per migliorare la mia apertura. Ed io ero li, a sentirmi una incapace perche’, nonostante l’impegno e gli esercizi, la mia natura e la mia struttura segnavano inesorabili questo mio limite.

E, mentre tornavo a casa, sentivo le lacrime mescolarsi alle gocce di sudore…un balsamo che leniva la ferita di Noemi bambina.

E cosi penso ai miei bimbi che stanno crescendo e che tra pochi giorni riceveranno la loro terza pagella. Ho solo voglia di scrivere loro una lettera…balsamo che li fortifichi, li riempia di gioia e lenisca quelle ferite che, involontariamente, abbiamo loro inferto.

Heidegger… e che e’? Parente di Di Bella?

Giorni pieni. Sono a casa con alterazione stagionale e sono presissima nell’organizzare la “trama” a Torino. Mi comunicano che le adesioni sono scarse e, da vicentina, divento Pollicino che cerca i collegamenti in una citta’ che non conosco. Uso facebook, sulla zattera del mare magnum dei gruppi e delle comunita’ di cancerogeni, filosofi ed artisti.
Pubblico le mie foto, a seconda del gruppo in cui mi iscrivo cerco l’aggancio giusto con la mostra…alla Green Economy parlo dell’importanza della salute, alle amiche cancerogene parlo della femminilita‘, ai filosofi parlo del concetto di cura…o no?
Mi imbatto nel gruppo FILOSOFIA DIBATTITO, comunita’ ideale per approfondire un concetto, quello di  cura, che era stato il cardine dell’intervento del professor Curi alla conferenza di inaugurazione della mia mostra a Vicenza. Allora, posto un’introduzione alla mia mostra con un cenno al cranio glabro, termine forse troppo cacofonico perche’ la blogger inizia ad inveire contro la chemioterapia sputando sentenze sulle mie foto, pur premettendo di non averle neppure viste.
Io la stoppo, ribadendo di aver incentrato la mia mostra sul concetto di cura.
Lei: Quale cura?
Io: “Cura” heideggerianamente intesa… non intendo chemio o alternative!
Lei: E che cosa è?
Io: Scusa, ma non e’ un blog di filosofia questo?
Lei: Appunto spiega.
Io, allora, incollo un sunto sul concetto di cura heideggeriano. Heidegger mi perdoni, ed insieme a lui il collegio che mi ha dato la laurea, per il copia-incolla…ma siamo su FB!
E lei risponde di essere per la filosofia della semplificazione. Inveisce contro la chemioterapia ed inizia la sua pars destruens. Sta continuando ancora a postarmi esempi sulla malasanita’ non rendendosi conto che ho lasciato la conversazione un’ora fa.
Ecco le pillole odierne:
1. Iscrivetevi a “Filosofia Dibattito” solo se vi intendete di ricamo e motori perche’ la filosofia, come disciplina, richiede anche delle conoscenze contenutistiche su cui confrontarsi (non voglio fare l’elitaria, ma sono consapevole della mia ignoranza quando parlo con un idraulico) e, soprattutto, il dibattito implica il dialogo, che si basa sull’ascolto…ed in questo caso gli studi non servono, serve il rispetto! Alla blogger sarebbe bastato poco per imparare che la “cura” hiedeggeriana non c’entra col metodo Di Bella!
2. Sono convinta, anche a distanza di anni, delle scelte mediche che ho compiuto, sempre con spirito critico ed attenzione, per curarmi. Sono convinta che la chemioterapia costituisca ancora oggi una delle migliori armi che abbiamo per difenderci dal cancro, anche se io la integro con altri ingredienti (amici, fede, amore per me stessa…qualche accorgimento nella dieta, danza e qi gong).
3. Proponetemi cure alternative o parlatemi degli effetti devastanti della chemioterapia solo se ne avete esperienza diretta…altrimenti siete voi ad avere una visione “ipocrita” della vita e non io (ehm…la blogger mi ha pure accusato di questo!)
NB: questo post rientra nella mia filosofia di vita “libera il fegato dalle tossine”. Mi sento gia’ meglio 😉