Oggi ho voglia di questo

Dopo l’eclisse, dopo la pioggia dell’incipit primaverile, ho solo voglia di respirare buone notizie. Dedico questo post a chi e’ stata affidata al Cielo anche dai medici, e per la quale ci sono molte candele accese, e alle mie amiche cancerogene che, come me, confidano di cambiare le statistiche.

Ricordo che, in un freddo dicembre del 2011, chiesi alla mia oncologa “Ma questo 5% e’ vero?”. Lei mi rispose, “Noemi…le statistiche valgono per la popolazione. Non si salva di te il 5%. Tu ce la fai o non ce la fai…”. Passare dalla prospettiva del 5 a quella del 50 sta facendo la differenza. Auguri a tutte!

Sono nel 5%.

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Buonanotte al secchio

Succede che una mattina, mentre ti alzi, ti accompagnino dei brutti pensieri…ricordi e delusioni. Succede che ti assale, perche’ i pensieri sono una spirale, la preoccupazione della depressione. E se, inconsciamente, decidessi di smettere di lottare e di pensare in modo positivo?Ah! I danni della metamedicina… Ne parlo con una mia carissima amica, una di quelle “genuine” ma con la lungimiranza di un cuore sensibile ed attento. “Noemi – mi dice – con tutte quelle che hai passato ultimamente, sei forte a non essere andata fuori di testa”.

Ne parlo con il mio punto di riferimento, la lettrice esterna che, ogni tanto, mi aiuta a controllare la rotta perche’, sono convinta, in questi casi  i familiari, gli amici, le guide spirituali e sportive ed i medici sono preziosi ed ognuno insostituibile per la propria parte ma non sono sufficienti…almeno ad una come me, rovinata da Pavlov e da Skinner. Lei mi rassicura, scientificamente. Niente depressione, so far.

E’ vero che e’ tutto relativo e che sono convinta di essere una persona molto fortunata. Ma mi sussurro anche “brava” perche’ ho saputo scegliere, nei momenti bui, la compagnia, un obiettivo, la vita. E queste scelte, mettendomi in gioco e sudando forte, potevo farle solamente IO. Ovviamente ringrazio Dio e buonanotte al secchio.

…alla nuova amica, Eri

…che mi accompagnera’, che mi sosterra’, che mi dara’ la carica nei momenti giusti. Alla nuova amica, con la quale comincio un passo a due. Ci saranno momenti in cui dovremo studiarci, osservarci reciprocamente per capire come danzare insieme, come regolare le nostre forze, come non dimenticarci di sorridere mentre ansimiamo insieme…

Cara Eri, hai un nome dolce…dammi energia e non succhiarmi le forze. Nelle prese, sostienimi: voglio volteggiare nell’aria leggera. Inventiamoci questo ballo, sciogliamoci lentamente e vorticosamente, pensiamo solo alla musica. Freghiamocene degli imprevisti, evitiamo le cadute…

Tra dodici settimane: uno spettacolo stupendo ci aspetta. Titolo “Purezza”….ti va?

Studenti di liceo

Studenti di liceo che domani visiterete la mia mostra. Probabilmente costretti. O forse “meglio una conferenza sul cancro” che una versione di greco. Oppure “figo…braccialetti rossi”. Studenti di liceo…resterete delusi.

Cosa dirvi? …che l’esperienza del cancro forse mette tanti di voi per la prima volta di fronte al fatto che la vita non e’ giusta. Come quando si passa una settimana a studiare trigonometria ed il compito va male…ed e’ l’ultimo del quadrimestre. Come quando la ragazza che ti piace ti dice che sei il suo migliore amico e che e’ innamorata…del tuo migliore amico.

Studenti di liceo. Cosa vi diranno quelle foto? Qualcuno di voi ambisce alla laurea in medicina? Conoscete qualche “cancer survivor”? Le immagini vi spaventano? Vi imbarazzano? Vi lasciano indifferenti?

Forse non riusciro’ a farvi comprendere cosa significa “ammalarsi di femminilita’”. Vi auguro pero’, di fronte all’ingiustizia della vita, di riuscire comunque a capire che la vita e’ bella e degna di essere vissuta, sempre.

Ho bisogno di riscriverlo

In queati giorni di attesa ed incertezze, ho bisogno di rileggermi, di riappropriarmi del mio nome, di vivere l’armonia di ogni giorno…nonostante…

Una tazza d’argento con inciso il nome “Koki” è stata la prima cosa a cui ho pensato quando il dottore mi ha detto: “Mi dispiace, ho una cattiva notizia: è un carcinoma.” La tazza mi era stata data da Nicholas, un uomo russo che sapeva che desideravo avere dei bambini e, suppongo, quello era il suo modo di mostrarmi affetto e di augurarmi “buona fortuna”. Quella tazza era stata usata per il suo battesimo, negli anni Trenta. Nicholas mi aveva spiegato che, secondo la tradizione russo-ortodossa, il proprio nome cambia con la crescita: così Koki diventa Nikki e poi Nikolaj, cioè Nicholas in russo. Ci vuole una vita per diventare chi sei.
Giovane, non fumatrice, niente alcol, dieta salutare, esercizio fisico. Perché io? Questa è la prima domanda per tanti ammalati di cancro. Guardi la tua vita, e cerchi di capire le ragioni del tuo destino. Non troverai mai una buona ragione per il cancro. Non è giusto. Non è corretto.
Dopo la “cattiva notizia”, un’amica mi ha presentato altri “cancer survivors”. Quando li incontri, ti senti come in una confraternita. Ti abbracciano come nessun altro, puoi fare dello spirito di cattivo gusto, e puoi riderci sopra. Tuttavia, non mi piace identificarmi in una “cancer survivor”, cioe’ una persona che ha il cancro, sa di averlo ed e’ ancora viva. Io sono più di questo.
Io sono piu’ di questo…ed ho dovuto ripetermelo quando, dal 2007, ho affrontato un intervento di mastectomia, otto cicli di chemioterapia e un lungo processo di ricostruzione. Quando, nel 2011, mi sono sentita precipitare nel vuoto perche’ mi e’ stata diagnosticata una recidiva con metastasi al fegato e ai linfonodi. Ho perso il conto, ormai, dei diversi medicinali che si stanno alternando nelle mie cure da allora, ma non ho perso il conto dei doni del mio cancro: le amicizie che si sono rafforzate, la fiducia in me stessa, la fede, la liberta’…
Tutti hanno una tazza con il proprio nome. Il mio significa “gioia”. La Bibbia racconta che, dopo la morte di suo marito e dei suoi figli, Noemi cambiò il suo nome in “amarezza”. Io amo la vita, e non cambierò mai il mio nome.