Dai politici

“Questa mostra, che il Consiglio regionale ospita con orgoglio, è il racconto di una donna che non si arrende e che accetta il cambiamento determinato dalla malattia per provare a governarlo, invece di subirlo. Più della sofferenza, emerge la volontà di non sopravvivere agli eventi, ma di superarli, affrontando a viso aperto la trasformazione”. Mauro Laus, presidente del Consiglio regionale.

“Quando ti viene diagnosticato il cancro bisogna scegliere se sentirsi VICTIM o CANCER SURVIVOR”. Noemi Meneguzzo

http://www.cr.piemonte.it/cms/comunicati/2015/gennaio/2962-ammalarsi-di-femminilita.html

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Heidegger… e che e’? Parente di Di Bella?

Giorni pieni. Sono a casa con alterazione stagionale e sono presissima nell’organizzare la “trama” a Torino. Mi comunicano che le adesioni sono scarse e, da vicentina, divento Pollicino che cerca i collegamenti in una citta’ che non conosco. Uso facebook, sulla zattera del mare magnum dei gruppi e delle comunita’ di cancerogeni, filosofi ed artisti.
Pubblico le mie foto, a seconda del gruppo in cui mi iscrivo cerco l’aggancio giusto con la mostra…alla Green Economy parlo dell’importanza della salute, alle amiche cancerogene parlo della femminilita‘, ai filosofi parlo del concetto di cura…o no?
Mi imbatto nel gruppo FILOSOFIA DIBATTITO, comunita’ ideale per approfondire un concetto, quello di  cura, che era stato il cardine dell’intervento del professor Curi alla conferenza di inaugurazione della mia mostra a Vicenza. Allora, posto un’introduzione alla mia mostra con un cenno al cranio glabro, termine forse troppo cacofonico perche’ la blogger inizia ad inveire contro la chemioterapia sputando sentenze sulle mie foto, pur premettendo di non averle neppure viste.
Io la stoppo, ribadendo di aver incentrato la mia mostra sul concetto di cura.
Lei: Quale cura?
Io: “Cura” heideggerianamente intesa… non intendo chemio o alternative!
Lei: E che cosa è?
Io: Scusa, ma non e’ un blog di filosofia questo?
Lei: Appunto spiega.
Io, allora, incollo un sunto sul concetto di cura heideggeriano. Heidegger mi perdoni, ed insieme a lui il collegio che mi ha dato la laurea, per il copia-incolla…ma siamo su FB!
E lei risponde di essere per la filosofia della semplificazione. Inveisce contro la chemioterapia ed inizia la sua pars destruens. Sta continuando ancora a postarmi esempi sulla malasanita’ non rendendosi conto che ho lasciato la conversazione un’ora fa.
Ecco le pillole odierne:
1. Iscrivetevi a “Filosofia Dibattito” solo se vi intendete di ricamo e motori perche’ la filosofia, come disciplina, richiede anche delle conoscenze contenutistiche su cui confrontarsi (non voglio fare l’elitaria, ma sono consapevole della mia ignoranza quando parlo con un idraulico) e, soprattutto, il dibattito implica il dialogo, che si basa sull’ascolto…ed in questo caso gli studi non servono, serve il rispetto! Alla blogger sarebbe bastato poco per imparare che la “cura” hiedeggeriana non c’entra col metodo Di Bella!
2. Sono convinta, anche a distanza di anni, delle scelte mediche che ho compiuto, sempre con spirito critico ed attenzione, per curarmi. Sono convinta che la chemioterapia costituisca ancora oggi una delle migliori armi che abbiamo per difenderci dal cancro, anche se io la integro con altri ingredienti (amici, fede, amore per me stessa…qualche accorgimento nella dieta, danza e qi gong).
3. Proponetemi cure alternative o parlatemi degli effetti devastanti della chemioterapia solo se ne avete esperienza diretta…altrimenti siete voi ad avere una visione “ipocrita” della vita e non io (ehm…la blogger mi ha pure accusato di questo!)
NB: questo post rientra nella mia filosofia di vita “libera il fegato dalle tossine”. Mi sento gia’ meglio 😉