Diventa demente…la censura poi ti Kura

…cha cha cha…

Se fossi rimasta sana fisicamente non lo sarei stata di mente. E’ come se la clessidra del cancro mi continuasse a regalare della polvere colorata che mi ha fatto sperimentare la fotografia, la danza ed il cinema..

E…perche’ non mostrare il cortometraggio sulla mia esperienza anche alla cena di beneficenza a favore del reparto? NOOO, quaedam dixerunt.

“Perche’ se mi trovo in una villa a banchettare non posso rovinarmi la cena preparata da chef stellati pensando che c’e’ gente che sta male!”

Ufficialmente sono state addotte -ossia e’ stato chiesto di riferirmi- delle motivazioni logistiche, tutte risolvibili a mio parere con la buona volonta’. Purtroppo e’ questo che manca: la volonta’ di mettersi in gioco, di fare i conti con la realta’, o anche di prendere coscienza dell’assurdita’ del mondo “che el xe’ mal spartio” – dice la saggezza popolare.

Io reputo una contraddizione il fatto di invitare duecento ospiti a far beneficenza a favore di persone delle quali non facciamo conoscere la storia… con le quali non facciamo condividere il banchetto.

E l’assurdita’ della faccenda e’ il fatto che la censura del cortometraggio proviene dalle stesse ex pazienti, da donne che hanno vissuto decenni or sono l’esperienza della malattia.

Tu diventa pur demente…che la censura poi ti kura con premura…cha cha cha

(ringrazio Freak Antoni e la cugina Fede che me l’ha fatto conoscere)

 

Looking for a name 11

Non ho più paura degli specchi

Non ho più paura degli specchi nei quali vedo il segno dell’Amazzone, che scaglia frecce.

Vi è una sottile linea rossa che attraversa il mio torace,

lì dove era entrato un coltello, adesso

un ramo circonda la cicatrice e si porta dal braccio al cuore.

Un ramo coperto di verdi foglie dove appesa è l’uva e vi appare un uccello.

Sento che quello che cresce in me adesso è vitale e non mi

nuoce. Penso che l’uccello stia cantando,

poco m’importa di alcune mie ferite.

Ho disegnato il mio seno con la cura riservata ad un mosaico

miniato.

Non mi vergogno di fare l’amore. L’amore è una battaglia

che posso vincere.

Ho il corpo di un guerriero che non uccide né ferisce.

Sul libro del mio corpo per sempre ho inciso un albero.

(Deena  Metzger)

 

Looking for a name 6

Dopo la mastectomia, quando mi sono tolta le bende, temevo di guardarmi allo specchio.
In ospedale ci avevano dato un libro che raccontava la storia di donne sopravvissute al cancro ed era rimasta ben fissa in me l’immagine dei loro volti nello scoprirsi senza una parte così importante del proprio corpo. Ne avevo incontrate molte in ospedale che mi avevano raccontato quell’istante come uno dei più tragici della loro intera esistenza e temevo di ritrovarmi, di fronte allo specchio, con quell’espressione drammatica che troppe volte avevo visto. Invece… mi sono guardata, ero giovane, ho visto dolcezza e… mi sono messa a ballare.