UN CEROTTO, LA CURA

Visita di controllo. Mi spoglio e  sistemo sul lettino. La mia oncologa si avvicina, effettua i controlli di rito…poi si sofferma sul mio gomito dove una benda sgualcita copre un batuffolo di cotone segnato dal sangue del prelievo effettuato un’ora prima. Il suo sguardo guarda quella medicazione un po’ malconcia…le sue dita svelte la tolgono, mi tamponano col cotone e lei mi mette un bel cerotto nuovo.

Non serviva… ma e’ anche un semplice gesto come questo che mi fa sentire che lei non solo mi cura ma soprattutto si prende cura di me. Un “testimone” mi aveva confidato la sua ricetta: atteggiamento positivo e forte, fede, amici fidati e buoni medici. Beh, come ingredienti…ci siamo!

 

 

Mondo reale e mondo ideale

MONDO REALE

– Ho un fastidioso e costante formicolio alla mano destra dal 7 giugno.

– All’esame fisico non noto niente. Le ordino un’elettromialgia ed una ecografia….ed una visita neurologica.

– Non potrebbe essere un effetto dell’eribulina? (chiedo io che mi sono gia’ informata)

E’ un farmaco che e’ in uso da poco…non so.

Giro tutto l’ospedale: gli esami sono disponibili il 4 ed il 7 luglio. La visita neurologica il 12 ottobre.

MONDO IDEALE

– Ho un fastidioso e costante formicolio alla mano destra dal 7 giugno.

– All’esame fisico non noto niente. Le ordino un’elettromialgia ed una ecografia….ed una visita neurologica.

– Non potrebbe essere un effetto dell’eribulina?

– E’ un farmaco che e’ in uso da poco, in questo ospedale…non so. Pero’, fermo restando gli esami che le ho ordinato per escludere danni neurologici, non appena finisco le visite odierne, studio la letteratura disponibile e consulto il mio collega dello IOV, che di sicuro ha a disposizione una casistica piu’ vasta. La richiamo entro domani pomeriggio. Nel frattempo stia tranquilla: ci prendiamo cura di lei!

Curare una ferita

Settimana intensa…sabato ci sara’ la dimostrazione di danza (tap e contemporaneo). Stasera prove, dopo una giornata dura iniziata con la infusione chemioterapica ed un formicolio al braccio destro che non mi abbandona. Io adoro danzare, ma mi richiede molta fatica, molta concentrazione soprattutto per controllare il mio chemo-brain. Il nostro pezzo si intitola “Passivo-Attivo” e, nonostante noi lo abbiamo soprannominato “I tossici”, la nostra insegnante Michela ci vuole ancora bene (santa lei!). Anzi, stasera ci ha chiesto di eliminare dalla nostra testa le categorie “giusto/sbagliato” e di non permettere al nostro cervello di sopraffarci con questo modo di pensare. Ci ha domandato di concentrarci su noi stessi, sulle nostre sensazioni durante i movimenti, sullo spazio, e di lavorare come squadra.

Stasera Michela mi ha fatto i complimenti perche’ sono concentrata, penso ai movimenti, li studio… Stasera Michela ha guarito una ferita che avevo…il ricordo di quando ero bambina e, terminato un esercizio, la mia insegnante di danza mi faceva sostare nel mezzo della palestra, mi faceva mettere in prima o in quinta posizione e mi tirava i piedi e le ginocchia per migliorare la mia apertura. Ed io ero li, a sentirmi una incapace perche’, nonostante l’impegno e gli esercizi, la mia natura e la mia struttura segnavano inesorabili questo mio limite.

E, mentre tornavo a casa, sentivo le lacrime mescolarsi alle gocce di sudore…un balsamo che leniva la ferita di Noemi bambina.

E cosi penso ai miei bimbi che stanno crescendo e che tra pochi giorni riceveranno la loro terza pagella. Ho solo voglia di scrivere loro una lettera…balsamo che li fortifichi, li riempia di gioia e lenisca quelle ferite che, involontariamente, abbiamo loro inferto.

Heidegger… e che e’? Parente di Di Bella?

Giorni pieni. Sono a casa con alterazione stagionale e sono presissima nell’organizzare la “trama” a Torino. Mi comunicano che le adesioni sono scarse e, da vicentina, divento Pollicino che cerca i collegamenti in una citta’ che non conosco. Uso facebook, sulla zattera del mare magnum dei gruppi e delle comunita’ di cancerogeni, filosofi ed artisti.
Pubblico le mie foto, a seconda del gruppo in cui mi iscrivo cerco l’aggancio giusto con la mostra…alla Green Economy parlo dell’importanza della salute, alle amiche cancerogene parlo della femminilita‘, ai filosofi parlo del concetto di cura…o no?
Mi imbatto nel gruppo FILOSOFIA DIBATTITO, comunita’ ideale per approfondire un concetto, quello di  cura, che era stato il cardine dell’intervento del professor Curi alla conferenza di inaugurazione della mia mostra a Vicenza. Allora, posto un’introduzione alla mia mostra con un cenno al cranio glabro, termine forse troppo cacofonico perche’ la blogger inizia ad inveire contro la chemioterapia sputando sentenze sulle mie foto, pur premettendo di non averle neppure viste.
Io la stoppo, ribadendo di aver incentrato la mia mostra sul concetto di cura.
Lei: Quale cura?
Io: “Cura” heideggerianamente intesa… non intendo chemio o alternative!
Lei: E che cosa è?
Io: Scusa, ma non e’ un blog di filosofia questo?
Lei: Appunto spiega.
Io, allora, incollo un sunto sul concetto di cura heideggeriano. Heidegger mi perdoni, ed insieme a lui il collegio che mi ha dato la laurea, per il copia-incolla…ma siamo su FB!
E lei risponde di essere per la filosofia della semplificazione. Inveisce contro la chemioterapia ed inizia la sua pars destruens. Sta continuando ancora a postarmi esempi sulla malasanita’ non rendendosi conto che ho lasciato la conversazione un’ora fa.
Ecco le pillole odierne:
1. Iscrivetevi a “Filosofia Dibattito” solo se vi intendete di ricamo e motori perche’ la filosofia, come disciplina, richiede anche delle conoscenze contenutistiche su cui confrontarsi (non voglio fare l’elitaria, ma sono consapevole della mia ignoranza quando parlo con un idraulico) e, soprattutto, il dibattito implica il dialogo, che si basa sull’ascolto…ed in questo caso gli studi non servono, serve il rispetto! Alla blogger sarebbe bastato poco per imparare che la “cura” hiedeggeriana non c’entra col metodo Di Bella!
2. Sono convinta, anche a distanza di anni, delle scelte mediche che ho compiuto, sempre con spirito critico ed attenzione, per curarmi. Sono convinta che la chemioterapia costituisca ancora oggi una delle migliori armi che abbiamo per difenderci dal cancro, anche se io la integro con altri ingredienti (amici, fede, amore per me stessa…qualche accorgimento nella dieta, danza e qi gong).
3. Proponetemi cure alternative o parlatemi degli effetti devastanti della chemioterapia solo se ne avete esperienza diretta…altrimenti siete voi ad avere una visione “ipocrita” della vita e non io (ehm…la blogger mi ha pure accusato di questo!)
NB: questo post rientra nella mia filosofia di vita “libera il fegato dalle tossine”. Mi sento gia’ meglio 😉