Metonimia

METONIMIA (alla greca metonimìa) s. f. [dal lat. tardo metonymĭa, gr. μετωνυμία, propr. «scambio di nome», comp. di μετα- «meta-» e ὄνομα, ὄνυμα «nome»]. – Procedimento linguistico espressivo, e figura della retorica tradizionale, che consiste nel trasferimento di significato da una parola a un’altra in base a una relazione di contiguità spaziale, temporale o causale, usando, per es., il nome del contenente per il contenuto («bere un bicchiere», «finire una bottiglia»), della causa per l’effetto («vivere del proprio lavoro», di ciò che si guadagna lavorando), della materia per l’oggetto («i sacri bronzi», le campane), del simbolo per la cosa designata («tener fede alla propria bandiera»), del nome dell’autore per l’opera («portare Omero agli esami»; «avere in casa un Carrà»), del luogo di produzione o di origine per la cosa prodotta («un fiasco di Chianti»), dell’astratto per il concreto («eludere la sorveglianza»), e simili.

Looking for a name 4

Chiedo a Mark di rasarmi. Purtroppo e’ proprio il giorno in cui tutte le ossa mi fanno male, il che rende la rasatura poco piacevole. Come sempre, siamo sempre piu’ preoccupati da quello che abbiamo letto che non per quello che realmente accade. Tento di rassicurarmi con un mantra: “I capelli ricrescono, i capelli ricrescono, i capelli ricrescono”. Invece… l’effetto finale non e’ poi cosi devastante! Come con la mastectomia, si tratta di prendere confidenza con la nuova immagine di se’. Se fossi un’attrice o una cantante rock sarei popolare… anche per un orecchio che e’ piu’ sbarazzino dell’altro, ma non importa. Trovo la mia testa divertente, con i capelli cosi corti da fare concorrenza alle rasature di mio fratello.

Mark scherza, forse non tanto, e dice che assomiglio ad un “gremlin”. Una mattina, in cui non stavo proprio al meglio, mi ha paragonato ad una sopravvissuta ad un campo di concentramento; io ho sottolineato la parola “sopravvissuta”. A proposito, negli States e’ popolare definirsi “a cancer survivor” (un sopravvissuto al cancro), e la filosofia nuda e cruda che sorregge questa definizione e’: hai il cancro, sai di averlo, e sei ancora vivo.

DSC_2334_versione2
Photograph: Raffaella Bolla

Looking for a name 3

La chiave per affrontare le difficolta’ e’ l’ironia, ovviamente accompagnata dalla fede.

La fede aiuta a sentirsi sostenuti. Non si tratta di rassegnarsi passivamente, si tratta di non perdere la speranza, di non avere paura della morte. La seconda arma e’ l’ironia, che aiuta ad accettarsi e a volersi bene.

La dottoressa Copeland, la mia chirurga, nell’ultima visita mi ha chiesto: “How do you feel? Come si sente?” Io le ho risposto: “Ermafrodita”. E lei, spiazzata ma anche ironica, visto che scherziamo sempre sui termini inglesi che sto imparando, “Oh, questa e’ una bella parola”. Gia’, cosa devo dire se una meta’ di me sembra un fauno o un folletto? E l’altra meta’ sono sempre io, la solita vecchia Noemi.

DSC_3690_colore
Photograph: Raffaella Bolla

IO

575535_10151248907718902_708967544_n

Con questa foto mi presento. Sono io, lo scorso anno. Una persona mi aveva appena chiesto di non mostrarmi in giro calva. Parole umilianti perche’ nascondere il mio cranio glabro non significava per me celare la mia malattia, ma negare il mio essere donna. Ecco, quindi, la realizzazione di questo autoscatto, in cui ho voluto ironicamente paragonarmi ad una delle piu’ belle donne della storia, come a dimostrare che la femminilita’ va oltre ogni cicatrice e cranio calvo.