PROSPETTIVE…

Dipende sempre dalla metà del bicchiere, dipende sempre dal fatto che, in cura, la prudenza è l’atteggiamento da adottare.

Così anche l’esperienza della febbre, vivendo da sola in una metropoli all’estero, può scatenare le paure più grandi.

Avviso chi mi può aiutare: la mia oncologa di fiducia per verificare la compatibilità del mio farmaco chemioterapico con il paracetamolo, il mio amico dell’infanzia che lavora qui a Londra – anche se dall’altra parte della città.
Il frigo è pieno.

Il primo giorno scatena i pensieri più cupi: si sono le mie difese abbassate così tanto? Non riesco a reggere il ritmo lavorativo qui? Sto esagerando (cioè dovevo stare al riposo invece di godermi il pooling day nei parchi londinesi, mangiando il Magnum?)?

Poi leggo il messaggio del mio amico: “anch’io un po’ di febbre. Londra -ma lo sapevamo già- non è un (…) di posto sano”. Allora cambia tutto: il bicchiere torna mezzo pieno e la prudenza diventa tranquillità (ed un inno al riposo).

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