GIORNATA MONDIALE CONTRO IL CANCRO

“Il 40% dei casi di tumore può essere evitato grazie alla prevenzione, adottando cioè stili di vita sani”, ricorda Carmine Pinto, presidente nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), sottolineando come “movimento costante, corretta alimentazione e stop al fumo rappresentano proprio i pilastri di un corretto stile di vita”.

Io ero fisicamente attiva, avevo una alimentazione sana e non fumavo quando, a 34 anni, mi fu diagnosticato il cancro al seno. Hanno sempre mangiato correttamente e non hanno mai fumato neppure i miei genitori, a cui sono stati diagnosticati cancro alla prostata e ai polmoni. Era una infaticabile nuotatrice e non aveva mai toccato una sigaretta Federica. Stefania, e’ stato ricordato al suo funerale, amava la montagna. E che dire delle mie compagne Nuovo Inizio, dalle figure invidiabili, con diagnosi di cancro al seno a 34 e a 46 anni?

La prevenzione non e’ SOLO responsabilita’ individuale. La prevenzione e’ soprattutto responsabilita’ DI CHI GOVERNA, di chi controlla l’ambiente ed ha il compito politico ed il dovere morale di garantirci acqua, aria, terra pulite.

Io conosco tanti (troppi) eroi impegnati in questa battaglia contro il cancro, ma, fin che lo Stato fa ben poco, noi malati ci troviamo nella posizione di Davide contro Golia. Solo che non sempre il sasso che ci fornisce la scienza o gli stili di vita e’ sufficiente a uccidere il gigante.

 

 

Un pensiero riguardo “GIORNATA MONDIALE CONTRO IL CANCRO

  1. Ciao Noemi, hai perfettamente ragione, mio padre mai fumato, mangiava quintalata di verdura e frutta coltivate nel suo giardino nella casetta delle Langhe, non molta carne, ne rossa ne bianca, molto pesce, gran camminatore, faceva chilometri a piedi, sempre fatto controlli di routine, ma appena ha cominciato a dimagrire e avere il fiato corto, portato in ospedale, e ormai aveva un tumore a un rene, che aveva inglobato completamente, e metastasi ai polmoni, che lo hanno portato a fare due interventi per togliere il liquido che gli si formava, sempre con ossigeno, inoperarabile, provato con chemio sperimentale, in compresse, ma lo facevano stare male, tanto che i medici hanno detto che era meglio, “lasciarlo” andare cosi…perché inutile farlo soffrire di piu’ tanto era segnata la sua fine.
    40 giorni in ospedale, domiciliazione a casa sua supportato dalla FARO, che non ringrazierò mai abbastanza, e che aveva già supportato il viaggio di mia nonna, e dopo 3 mesi e’a mancato a casa sua con me, mio figlio, e un suo cugino, che era passato a trovarlo.
    Il cancro, e’a come una palla di un flipper, tu pensi di spingerla per fare punti, ma non e’a cosi, certe volte “impazzisce” e si “perde”.
    Puoi seguire tutti i stili di vita piu’ naturali e correti, ma quando ci circonda, come dici tu fattori esterni che ti possono far ammalare, niente si puo’
    Un abbraccio cara, Fiorella.

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