Tre inizi (3)

Chemioterapia. Se la conosci, la accetti… non come male inevitabile ma come opportunita’ per stare meglio. Ho letto testimonianze di persone che, di fronte a diagnosi terribili, hanno scelto di non proseguire con le cure chemioterapiche – o di non farle affatto – e sono guarite attraverso altri percorsi. Io non sono cosi impavida anche perche’ ci sono persone che hanno compiuto le stesse scelte e che non sono arrivate a scrivere libri o a fare le oratrici in conferenze… Per me la scelta di avvalermi della medicina occidentale e’ frutto di un consapevole affidarmi alle cure della societa’ in cui sono nata, societa’ che ha anche creato disarmonie e disagi… Questa scelta, inoltre, e’ avvalorata dalle testimonianze di persone che hanno superato il cancro grazie ai farmaci chemioterapici.

Stop ai piani. Non tutti hanno lo stesso modo di reagire alle cure. Per alcuni le terapie costituiscono una sosta obbligatoria, un venir meno della quotidianita’. Tuttavia e’ in questa sosta che si possono scoprire risorse sconosciute o che ci si puo’ tuffare in un’avventura impensata. Non scrivo questo con superficialita’ o con sufficienza: io “per prima” ho provato l’angoscia di non riuscire a chiudere una valigia o di vivere l’abisso di fronte al letto. Ma mi sono anche inventata fotografa ed artista concettuale (cioe’ quella che ha delle idee, probabilmente dovute agli acidi in corpo, e soprattutto la fortuna di trovare persone che le hanno saputo realizzare). Ho scoperto nuove risorse, ho realizzato sogni.

“Vivo sempre insieme ai miei capelli”, cito la canzone… “Perche’ io valgo”, cito lo shampoo… Non sono un’antropologa e l’unico corso di sociologia che ho seguito e’ stato online, ma questa metonimia e’ veramente pesante: i capelli non sono la nostra vita. Perdere i capelli non significa morire. Guardare una donna senza capelli non significa guardare la morte e neppure la bruttezza.

Migliorare le cure chemioterapiche affinche’ diventino piu’ gestibili ed efficaci e’ compito degli scienziati. Trovare in se stessi le risorse per trasformare le situazioni di immobilita’ (fisica e/o mentale) in vita e’, invece, responsabilita’ individuale. Cambiare alcuni stereotipi relativi alla salute ed alla bellezza e’ un atto che dobbiamo compiere subito, tutti.

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