Legge 104/92

Esiste una parola che non ci piace affatto: UMILIAZIONE.

Legge 104/92: lo Stato garantisce ai lavoratori che soffrono di gravi patologie la possibilita’ di godere di tre giorni al mese o di una o due ore al giorno per effettuare cure, visite, esami o anche solo per recuperare le forze.

Siccome la destra non si fida di quello che fa la sinistra, la legge stabilisce che il presunto invalido o handicappato, con documenti clinici in mano, si rechi personalmente davanti ad una Commissione Medica che ha il compito di accertarne il grado di invalidita’ o di handicap.

Mi piacerebbe ricevere una smentita, ma le mie amiche cancerogene ed io non abbiamo nessuna esperienza positiva in proposito. Noi, che amiamo la vita e che cerchiamo -con trucco, parrucco e sorrisi- di mostrare e di credere che siamo VIVE, dobbiamo, davanti ad una commissione di estranei, testimoniare che stiamo morendo. Dobbiamo, avvocati di noi stesse, perorare la nostra causa, esibire il piano annuale redatto dall’oncologo, sottolineando che il nostro cancro ci condurra’, salvo miracoli, alla fossa. Ci sediamo al banco degli imputati, a difendere la nostra “innocenza” di fronte a domande che ci umiliano profondamente…come se non facessimo volentieri a meno di quei permessi che ci regalano una parvenza di normalita’.

3 pensieri riguardo “Legge 104/92

  1. Tu ti lamenti, ma pensa che stress dev’essere, per un povero falso invalido, doversi sbattere così tanto, per mostrare le proprie doti teatrali.

  2. ….sto scompisciandomi dalle risate (sul serio)!!! faro’ un corso di teatro la prox volta!!!

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