TESI E ANTITESI

Per fortuna ho anche amiche critiche e che, con onesta’, mi scrivono le proprie obiezioni. La sua e’ sempre stata una voce “fuori dal coro” e le sue parole mi aiutano ad avere una visione a 360 gradi. Mi sono permessa di tagliare alcune parti ed evidenziarne altre.

Ti scrivo in merito alla campagna che secondo te ed altre persone è da ritirare. Devo essere sincera ho qualche dubbio in merito, ho letto la lettera scritta dalla docente Sandra Castiello, ma sai com’é, cerco sempre di guardare i vari aspetti prima di aderire ad iniziative importanti come queste, così volevo capire meglio e spiegarti il mio punto di vista.

Non so cosa si prova quando viene asportata una parte di te, non so cosa si prova  quando ti viene diagnosticata una malattia che potrebbe essere terminale. So, ho visto cosa porta, so che ad un certo punto non si può più fare nulla ed anche i medici devono rassegnarsi. So, che spesso c’è un sentimento di impotenza per chi cura e per chi è curato. So, che l’Italia si è fatta sfuggire grandi luminari in campo medico e molti di questi oggi lavorano in altri paesi, perché? Questo c’è da chiedersi. Perché? Perché lo stato, ma non solo, anche gli stessi italiani non hanno dato importanza alla ricerca e per fare ricerca lo sappiamo, ci vogliono tanti soldi. Per trovare speranza, per non sentirsi impotenti bisogna fare in modo che la ricerca continui, che ci sia propaganda e prevenzione in modo tale da sensibilizzare più persone possibili, e come si fa? Con gli sponsor, con le campagne. Non importa che sia la Peugeot, la Tatangelo o il Papa in persona! Se i fondi arrivano ben venga no? Se oggi sputiamo in faccia a questo, è inutile che domani ci lamentiamo se ci accorgiamo che non ci sono altri mezzi per curare chi ne ha bisogno. Oggi lo stato italiano sta tagliando fondi alla sanità, ma è solo l’inizio, come sarà il nostro futuro? E quello delle generazioni a venire? La vita è fatta di compromessi, se una foto, se una persona, non importa chi, ma se.. dico “se”.. riuscisse a far arrivare del denaro ad un’associazione per curare TE o un mio famigliare, manderei a quel paese ideologie, credenze.. qualsiasi cosa pur di avere speranza. Posso provare a capire, ma non ci riesco, non so cosa si prova nel vedere l’immagine di una persona sana che lancia un messaggio simile, posso provare a capire la rabbia, l’indignazione di chi la malattia la sta vivendo.. Ma penso anche, cosa ne sappiamo noi di quella persona? Se l’ha fatto solo per soldi, o perché ha avuto qualche esperienza.. cosa ne sappiamo? Perché indignarsi? Lo scopo non è forse che la campagna funzioni? Che sensibilizzi? Non deve sensibilizzare chi è malato, ma chi lo può diventare. A me la Tatangelo non sta nemmeno simpatica ma avranno fatto qualche indagine di mercato e poi non tutti possono essere disposti..

(…) Questi sono i miei dubbi, probabilmente mi sbaglio, magari non ho capito nulla, ma quando ho letto la frase ”noi donne cancer survivors non vogliamo essere rappresentate…” mi dispiace ma ho avuto un attimo di stizza e m’è scattato il pensiero “quante donne”? Sono davvero sicure che tutte le donne malate di cancro siano contrarie a questo tipo di propaganda? Per conto di chi stanno parlando?

Il suo, indubbiamente, un contributo prezioso ed un pensiero critico…

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