LA MIA RISPOSTA

Il dramma e’ il seguente: fino a che punto possiamo spingerci pur di salvare le persone che amiamo? Io credo che, di fronte alla possibilita’ di poter dare una speranza ad una persona che amo, accetterei qualsiasi cosa.

Siamo pero’ pratici: abbiamo di fronte il presidente di una associazione ed il direttore di una campagna pubblicitaria. Quali sono gli scopi di tale campagna? Promuovere la cultura della prevenzione.

Prevenire” significa “creare le condizioni per cui non accada un determinato evento” ossia agire sulle cause che ne sono all’origine. Non sappiamo molto di cancro, tuttavia sappiamo che alcune sostanze lo causano. Scegliamo la Peugeot come sponsor? Beh, allora domandiamo all’Industria Automobilistica di impegnarsi seriamente a limitare l’inquinamento ambientale. Chiediamo un’azione di prevenzione concreta, non la sponsorizzazione della stampa di tot cartelloni pubblicitari e spilline rosa.

E la cantante cosa c’entra con tutto questo? Esiste una “prevenzione di secondo grado“, che, oltre a stili di vita sani ed eventuali operazioni di cui si discute molto e conosce poco (prevenzione vera e propria), e’ lo strumento per diagnosticare la presenza di malattie, si auspica allo stadio precoce e quindi con la possibilita’ di intervenire ed affrontarle con successo. Ottobre Rosa offre alle donne appuntamenti gratuiti con medici, specialisti e l’opportunita’ di effettuare esami di screening molto importanti. Guardo la foto della Tatangelo: sono stimolata a prenotare una mammografia? Rifletto sul fatto che anche i maschi sono colpiti dal cancro al seno? Mi ricordo dell’autopalpazione mensile? Sinceramente, non noto quell’approccio grafico geniale che contraddistingua la sua foto da quella della pubblicita’ di un paio di slip.

… e questo, a mio avviso, e’ un buco nell’acqua. Il messaggio e’ inefficace se lo scopo e’, si suppone, la prevenzione. I testimonial devono essere credibili e la cantante, a mio avviso, non lo e’. Per una serie di motivi: innanzitutto non da’ testimonianza, per fortuna della Tatangelo, dell’efficacia della diagnosi precoce; non racconta la bellezza di un seno che ha vissuto una battaglia per la vita, ma espone la bellezza di un seno rifatto per vanita’; non rappresenta le donne che della LILT fanno parte e che, gratuitamente e con amore, regalano tempo ed energia al sostegno di altre donne colpite dal cancro e alle loro famiglie.

Questi i miei pensieri odierni, a cui fa da sfondo la profonda delusione per l’uso, ancora una volta, di un’immagine femminile sessualizzata e trivializzante. E non datemi della bigotta. Io il seno lo mostro, ma nei posti giusti.

2 pensieri riguardo “LA MIA RISPOSTA

  1. Io mi sto muovendo sia pubblicizzando l’adesione alla lettera inviata al presidente della LILT e al Ministro della Sanita’, sia contattando le assoziazioni locali della LILT, con cui ho collaborato e che stimo. Se hai qualche altra idea…ben venga! Abbraccio a te

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